Di Luca Franceschi
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Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei deputati di Fratelli d’Italia, ha affrontato il tema delle riforme istituzionali durante un intervento a Spazio Salute a Cagliari, organizzato dal suo partito. Secondo il politico, la contrarietà della sinistra alle riforme nasconderebbe motivazioni più profonde legate alla stabilità governativa e al modello democratico italiano.
“Rischiando di fare il complottista, credo che ci sia una ragione precisa: la sinistra non vuole il bipolarismo”, ha affermato Rampelli. Il bipolarismo, a suo giudizio, rappresenta “la formula attraverso la quale si afferma il modello della democrazia dell’alternanza”, elemento che ritiene fondamentale per l’esistenza di una vera democrazia.
L’esponente di Fratelli d’Italia ha mosso critiche anche sulla questione della legge elettorale, sostenendo che la sinistra si oppone a una nuova norma perché “gioca per pareggiare in quanto è portatrice di interessi inconfessabili distanti da quelli popolari”. Rampelli ha inoltre sottolineato un aspetto storico: i governi tecnici, nati senza passaggio elettorale, sono stati “voluti dalla sinistra” e sono stati “guidati da banchieri”, non da professionisti, imprenditori o rappresentanti del popolo.
Riguardo alle scelte del governo attuale, Rampelli ha evidenziato come la coalizione di centrodestra “ha puntato sulla riforma costituzionale del premierato secondo la formula del ‘sindaco d’Italia’ proposta all’epoca dal Pd” e ha “rinunciato al presidenzialismo per fare una riforma condivisa e lasciare tutte le prerogative costituzionali in capo al Quirinale”.
Secondo il vicepresidente della Camera, la priorità attuale è la realizzazione di una nuova legge elettorale, perché “il nemico dell’Italia è un possibile pareggio, che inevitabilmente sancirà un’altra fase di instabilità e conseguente declino economico”. Ha inoltre accusato la sinistra italiana di essere “la peggiore d’Europa” poiché risulta “indisponibile anche a stabilire le regole democratiche”.
Rampelli ha sostenuto che l’Italia deve “normalizzarsi” e che “prevedere regole che consentano a chi vince le elezioni di governare è la normalità, che già è applicata in Comuni e Regioni”. Ha quindi avvertito che “se non ci sarà un sussulto di responsabilità, posto che oggi la sinistra ha una coalizione che comprende i 5 stelle e che nel 2022 non c’era, saremo costretti a procedere da soli”.
Concludendo il suo intervento, Rampelli ha espresso l’impressione che “i poteri rappresentati oggi da chi si oppone al governo pesano di più nello scenario d’ingovernabilità”, rimarcando così la sua convinzione che vi siano forze significative che operano contro la stabilità istituzionale del paese.
