(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Che ci sia un vuoto tra sicurezza, giustizia e procedure amministrative è ormai acclarato. A poco purtroppo servono le norme, l’impegno e la determinazione di questo governo se certi giudici vanificano il nostro lavoro.
Il dato allarmante, purtroppo, a riconferma di tutto ciò, è un un dossier dell’Anticrimine, pubblicato oggi sul quotidiano Il Tempo, secondo cui otto stranieri su dieci, usciti dai Cpr (Centri di permanenza per il rimpatrio) per decisione dei giudici, tornano a delinquere in poco tempo.
Questi soggetti, rei di furti, rapine, aggressioni, spaccio di droga e violenza o resistenza a pubblico ufficiale, considerati socialmente pericolosi, vengono comunque rimessi in libertà per mancata convalida della detenzione o per limiti procedurali.
E’ evidente il doppiopesismo di certa parte della magistratura, che rende evidentemente difficile essere efficaci nella difesa della sicurezza dei cittadini.
La conseguenza è assai chiara: un ritorno in strada di delinquenti già noti alle forze dell’ordine, con un impatto diretto sulla sicurezza e l’incolumità di tutti, a partire dalle stesse forze dell’ordine che, come hanno dimostrato i fatti di Torino, continuano ad essere bersaglio di violenti facinorosi che hanno come unico scopo quello di colpire lo Stato.
Alle opposizioni che, nelle parole, dicono di essere di essere dalla parte dei nostri agenti (due volte vittime, prima di aggressioni poi di un sistema che, in caso di difesa, li rende automaticamente indagati), chiediamo fatti, chiediamo collaborazione seria e concreta.
Basta con le ambiguità, altrimenti è legittimo pensare esista una strategia per impedire che il governo Meloni intervenga sulla sicurezza e poi prendersela con il governo stesso quando questa manca”.
