(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Oggi abbiamo lanciato un appello sull’università pubblica italiana. Reputiamo che l’università e la ricerca siano fondamentali per il futuro del nostro Paese e tutto questo oggi viene messo a rischio. Innanzi tutto, va smontata la propaganda del governo sulle risorse: sono falsità, meri giochi contabili. La verità è che il governo sta togliendo fondi al mondo dell’università e della ricerca.
Allo stesso tempo, viviamo un altro dramma: tra il 2025 e il 2026 raggiungeremo i 35mila lavoratori che questo governo ha deciso di lasciare per strada. E questo non è solo un problema che riguarda i singoli coinvolti, a pagare è un sistema Italia che non è in grado di trattenere le sue eccellenze, che cede ad altri Paesi il suo capitale umano, senza il quale non potremo competere a livello internazionale.
Dobbiamo combattere contro quello che il governo ha venduto come un piano straordinario di assunzioni e che porterà forse a salvare solo il 10% di quei posti di lavoro, andando peraltro a chiedere metà dei fondi necessari agli Atenei. Il disegno di questo governo è chiaro: continuare a definanziare l’università, abbandonare a loro stesse le nostre eccellenze e strizzare l’occhio alle università private e telematiche.
Sul semestre filtro, poi, grande fallimento di Meloni e Bernini, sono state proprio le lobby delle università private a vedere ulteriormente accresciuta la loro influenza.
Lanciamo nuovamente l’allarme: l’università pubblica e libera è fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese e per la sua tenuta democratica. Se questo pilastro viene messo in pericolo, secondo noi per l’Italia non c’è futuro”.
Lo ha dichiarato Antonio Caso, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Cultura alla Camera, intervenuto in occasione della conferenza stampa congiunta delle opposizioni sul tema dell’università pubblica.
