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FI – FORZA ITALIA * CAMERA: «FORZA ITALIA: LIBRANDI, ‘SALARI NON CRESCONO PER DECRETO, GOVERNO E IMPRESE INSIEME, SI PUNTI SU CONDIVISIONE UTILI’»

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18.45 - venerdì 30 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Forza Italia: Librandi, ‘salari non crescono per decreto, governo e imprese insieme, si punti su condivisione utili’

“Le scorciatoie fanno notizia, ma non cambiano la vita delle persone”

“La domanda che dobbiamo porci oggi non è se fissare una soglia per legge. La domanda vera è: come si costruiscono salari più forti, più stabili, che durino nel tempo?”. E’ quanto detto dal vicesegretario regionale di Forza Italia, Gianfranco Librandi, alla conferenza stampa “Salario minimo? Salario ricco” nella sede napoletana del partito.
“Siamo convinti che il tema dei salari vada affrontato con serietà e con concretezza, guardando ai fatti senza rifugiarsi nella propaganda che accompagna certe scelte di questa Giunta regionale”, ha aggiunto Librandi”.
“I salari non crescono per decreto. Crescono quando cresce il lavoro vero, quando le imprese sono messe nelle condizioni di investire, quando il valore prodotto aumenta e viene condiviso. Le scorciatoie fanno notizia, ma non cambiano la vita delle persone”, dice Librandi, “C’è un dato oggettivo: oggi il tasso di disoccupazione in Italia è ai livelli più bassi degli ultimi anni. Questo avviene durante il governo di centrodestra ed è anche il risultato di politiche che hanno scelto di sostenere chi crea lavoro, di aiutare le imprese che assumono e di favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. È una direzione che funziona e che va rafforzata”, specifica il vicesegretario, che sulla situazione della Campania afferma: “Qui tanti giovani, soprattutto nella fascia tra i venti e i trent’anni, faticano ancora a trovare un lavoro stabile. E quando il lavoro arriva, troppo spesso è precario, discontinuo, con retribuzioni che non consentono di programmare il futuro. Questo è il punto vero. Perché senza un lavoro stabile non si può parlare di salario dignitoso. Qui imprese e politica devono fare la loro parte insieme, i giovani vanno coinvolti realmente nelle aziende. Per questo”, continua Librandi, “parliamo di strumenti concreti come la condivisione degli utili: se un’azienda va bene, è giusto che chi contribuisce ogni giorno a quel risultato ne partecipi. Non per obbligo, ma per scelta e per responsabilità. Ed è per questo che parliamo anche di organizzazione del lavoro più moderna, come yla settimana di lavoro più corta dove è possibile e sostenibile”.

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