(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia-Romagna ha confermato ciò che Fratelli d’Italia sostiene da tempo: il progetto ‘Bologna Città 30’ e le relative ordinanze adottate dal Comune guidato da Matteo Lepore sono illegittime, poiché adottate al di fuori del perimetro delle proprie attribuzioni.
Il TAR ha infatti accolto il ricorso promosso dall’europarlamentare Stefano Cavedagna, che ringrazio per l’impegno, e ha annullato i provvedimenti che imponevano in modo generalizzato il limite dei 30 km orari, riconoscendone l’impianto giuridicamente fragile e carente di adeguata istruttoria tecnica.
Siamo sempre stati pronti a confrontarci seriamente sul tema della sicurezza stradale e a collaborare con le istituzioni competenti per individuare soluzioni efficaci e rispettose delle norme. Per noi si tratta di una priorità che non può, però, essere perseguita attraverso iniziative di facciata, costruite per finalità meramente ideologiche e propagandistiche più che per rispondere a problemi reali.
La pronuncia del TAR dimostra che le nostre perplessità non erano prive di fondamento: è inaccettabile trasformare un concetto puntuale come quello di “Zona 30” in un’imposizione estesa e indiscriminata, senza basi normative solide e senza una valutazione proporzionata degli effetti sulle attività economiche e produttive della città.
Resta l’amarezza per i tempi della giustizia amministrativa: ci sono voluti ben due anni per giungere a una pronuncia che chiarisce l’evidente illegittimità di provvedimenti che hanno creato disagi a cittadini e categorie produttive.
