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UNIMPRESA * PIL: «NEL 2025 SEGNALI INCORAGGIANTI PER IMPRESE, CONSUMI E FIDUCIA»

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08.38 - giovedì 25 dicembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«Il 2025, sotto molti profili, consegna alle imprese italiane alcuni segnali che meritano di essere colti con attenzione. Non perché risolutivi, ma perché incoraggianti. I dati sulla fatturazione elettronica mostrano una crescita complessiva dei valori scambiati superiore al 2% nei primi nove mesi dell’anno, con un aumento di oltre 60 miliardi di euro dei fatturati di imprese e professionisti rispetto allo stesso periodo del 2024.

È un dato che racconta un tessuto produttivo che ha continuato a lavorare, a produrre, a stare sul mercato, spesso in condizioni tutt’altro che semplici. Dietro quei numeri ci sono imprese vere, scelte quotidiane, investimenti prudenti ma coraggiosi, occupazione e difesa. Allo stesso tempo, il calo dello spread tra Btp e Bund – stabilmente sotto la soglia dei 100 punti base nella parte finale dell’anno – rappresenta un indicatore di fiducia che riguarda l’intero Paese.

È un segnale che parla ai mercati, ma soprattutto parla alle imprese: minori tensioni finanziarie significano un contesto più stabile, un costo del debito pubblico più sostenibile e condizioni potenzialmente migliori anche per l’accesso al credito. È un patrimonio immateriale che non va disperso, perché la fiducia, una volta persa, è difficile da riconquistare».

È quanto si legge in una lettera del presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, inviata oggi a tutti gli associati, secondo cui «anche sul fronte dei consumi emergono segnali di graduale ripresa. Le nostre rilevazioni indicano un aumento della spesa delle famiglie tra l’1,5% e il 2% su base annua, con una dinamica positiva che riguarda i principali comparti: alimentare, commercio, servizi. Non è una corsa, non è un rimbalzo eclatante, ma è un miglioramento diffuso che indica come le famiglie, pur con prudenza, stiano tornando a guardare avanti. È un passaggio fondamentale: senza domanda interna, la crescita resta fragile; con una domanda che lentamente si riattiva, l’economia può ritrovare basi più solide».

Secondo Longobardi, «tutto questo non accade per caso. È il frutto di un contesto che, pur tra limiti e contraddizioni, ha evitato strappi, ha dato alcuni segnali di stabilità e ha iniziato a ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni, imprese e cittadini. È su questa strada che occorre insistere: meno annunci, più continuità; meno interventi episodici, più politiche strutturali a sostegno di chi produce reddito e lavoro. Alle imprese italiane, e in particolare alle piccole e medie imprese che rappresentiamo, non servono scorciatoie. Servono certezze, tempi chiari, regole comprensibili, un fisco più equo e una burocrazia che accompagni, invece di ostacolare. I segnali positivi che oggi registriamo vanno consolidati, trasformati in crescita duratura, non lasciati alla contingenza».

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