Di Luca Franceschi
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A cinquant’anni dal terribile terremoto che colpì il Friuli nella sera del 6 maggio 1976, Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze e responsabile economico di Fratelli d’Italia, ripercorre la straordinaria capacità di ripresa della regione. Il dinamismo che contraddistingue oggi il Friuli nei settori sociale, culturale e produttivo rappresenta la testimonianza più eloquente di come un popolo caratterizzato da fierezza e laboriosità sia stato capace non solo di rialzarsi dalle macerie, ma di prosperare e guardare fiducioso verso il futuro delle nuove generazioni.
L’Orcolat, come è rimasto nel ricordo collettivo, costituì una tragedia di proporzioni indescrivibili, i cui effetti devastanti furono avvertiti anche nella vicina Belluno. Tuttavia, quella calamità naturale divenne il catalizzatore per una trasformazione importante a livello nazionale: perse le basi per la realizzazione di un sistema più efficiente e coeso di risposta alle emergenze, un modello che ha trovato la sua massima espressione nella Protezione civile, oggi riconosciuta come un’eccellenza nazionale.
A distanza di decenni da quegli eventi, l’intera Italia riconosce il debito verso coloro che intrapresero l’opera di ricostruzione. Attraverso la loro determinazione e tempra morale, questi uomini e donne hanno fornito una lezione indimenticabile: hanno provato cioè che il desiderio umano di una vita consapevole e dignitosa, ancoraggio fondamentale nei valori del territorio e nelle proprie radici culturali, resiste anche quando ogni certezza vacilla e sembra dissolversi. Per una nazione come l’Italia, particolarmente vulnerabile ai rischi sismici, questa testimonianza friulana rimane un esempio di straordinaria solidità e resilienza da cui trarre insegnamento.
