(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Il Governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez ha annunciato l’introduzione di un abbonamento unico nazionale per il trasporto pubblico: 60 euro al mese (30 euro per gli under 26) per viaggiare su tutti i tipi di trasporto pubblico, con avvio previsto dalla seconda metà di gennaio 2026 e con l’invito a far aderire progressivamente anche reti regionali e locali.
Mentre in Spagna si va avanti con una misura concreta che aiuta cittadini, lavoratori e studenti e spinge davvero la mobilità sostenibile – afferma l’on. Giorgio Fede – in Italia la stessa proposta del Movimento 5 Stelle, depositata a mia prima firma già nel 2024, giace bloccata nei cassetti della maggioranza di destra, in IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazione.
Ovviamente la destra preferisce l’immobilismo alle soluzioni, quando si tratta di aiutare i cittadini italiani. Si sbrigano solo per i miliardari.
La proposta di legge a prima firma Fede (C.2046) istituirebbe in via sperimentale un titolo di viaggio mensile a prezzo agevolato, con l’obiettivo di aumentare l’uso del TPL, ridurre traffico e inquinamento, e generare benefici economici e sociali: meno traffico, incidenti e costi sanitari, miglior qualità dell’aria, maggior valore immobiliare e possibilità di cercare lavoro, grazie a una misura che avvicinerebbe al trasporto pubblico chi oggi ci rinuncia perché troppo caro o frammentato.
Il biglietto unico – prosegue Fede – significa anche semplicità, integrazione e strumenti digitali per monitorare i flussi e migliorare il servizio. È esattamente ciò che serve per rendere il trasporto pubblico una vera alternativa all’auto privata e per sostenere famiglie e pendolari in piena crisi per il costo della vita.
In Spagna lo fanno, in Germania pure. Qui, invece, la destra lascia tutto fermo. È ora che la maggioranza tiri fuori dal cassetto la nostra proposta di legge e la discuta in Commissione e in Parlamento, subito.
