(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi ha dichiarato che la sentenza di condanna emanata il 13 dicembre scorso, in contumacia, da un tribunale russo, contro nove membri della Corte Penale Internazionale (CPI), tra cui il giudice italiano Rosario Aitala, è un atto di pura e del tutto illegittima ritorsione contro un mandato di arresto, obbligatoriamente emesso in base al diritto penale internazionale, dalla CPI nel marzo 2023 nei confronti di Vladimir Putin per crimini contro l’umanità commessi in Ucraina per ordine e con piena responsabilità del Presidente russo e di alcuni suoi diretti collaboratori.
Si trattava in particolare della deportazione forzata di molte decine migliaia di minori ucraini in Russia, con la complicità delle autorità della Bielorussia.
L’iniziativa del Cremlino mira evidentemente a intimidire ed esercitare forte pressione non solo sui Giudici della CPI, ai quali Terzi ha espresso la sua personale, piena e convinta solidarietà.
Emerge sempre più chiaramente, anche attraverso questa esecrabile iniziativa, come Mosca colga ogni occasione per tentare di delegittimare – inutilmente, come dimostrato dalla persistente coesione europea e occidentale nel sostenere l’Ucraina e le numerosissime azioni intraprese per rendere giustizia alle vittime – la giustizia internazionale e l’intero sistema multilaterale basato sulle regole.
Un ordinamento multilaterale di giustizia internazionale e di norme che ha sempre rappresentato un’alta priorità per tutta l’Unione Europea e per la diplomazia italiana: un tratto distintivo e apprezzato nel mondo della politica estera nazionale.
Il tentativo di colpire la Corte Penale Internazionale è un’ennesima intimidazione per l’intera comunità internazionale e in particolare per i meccanismi di responsabilità che riguardano il crimine di aggressione, i crimini di guerra e contro l’umanità.
È un attacco, quello di Putin e dei suoi alleati, al sistema di valori e principi su cui si fonda l’Europa. Un sistema che prevede anche l’istituzione di un Tribunale Speciale competente a giudicare i crimini commessi in Ucraina con l’aggressione russa, come deciso dal Consiglio d’Europa il giugno scorso.
