Amianto: la UIL sollecita la Provincia Autonoma di Trento ad approvare il Piano Amianto Regionale. E’ una delle poche Regioni italiane a non averlo fatto.

La notizia di cronaca odierna del sequestro di tonnellate di rifiuti speciali, eternit ed amianto compresi, in città a Trento e della denuncia per reati ambientali conseguenti, consente alla UIL di sollecitare la Provincia Autonoma di Trento, una delle poche regioni italiane a non averlo ancora fatto, ad approvare ed attivare il Piano Amianto Regionale (Legge 257/92) e, soprattutto, il Piano Nazionale di Prevenzione , come disposto dalla Conferenza Governativa del novembre 2012, a tutela della salute, dell’ambiente e della sicurezza del lavoro.

In effetti la nostra Provincia ha concluso nel 2015 la prima mappatura sistematica delle coperture in cemento-amianto (avviata nel 2009) per la quale sono risultati da bonificare 1426 immobili, la metà dei quali risultano oggi o bonificati o monitorati per verificarne man mano, nel tempo, l’indice di degrado.

Sono stati peraltro stanziati grazie alla cosiddetta legge provinciale “Nardelli” del 2008 diversi milioni di euro di contributi per supportare i privati nell’opera di rimozione e smaltimento delle coperture in cemento amianto, pericoloso residuo di tante costruzioni edili civili ed industriali costruite dal dopoguerra agli anni ’90, proprio con quell’Eternit, rinvenuto nella discarica abusiva di via Maccani.

Quello che al sindacato preme e che sollecita al Dipartimento Salute e sicurezza sul lavoro e ad Uopsal in particolare è però l’attivazione del Piano Nazionale di Prevenzione per i lavoratori, che individua in primis proprio l’esposizione all’amianto fra i fattori di rischio sul luogo e nell’ambiente di lavoro e quindi la necessità di operare per ridurne od eliminarne possibilmente la presenza.

Un’altra azione di monitoraggio e prevenzione che dovrà essere sviluppata e che non riguarda solo i luoghi di lavoro ed i lavoratori attivi, ma tutti quelli che hanno avuto la sfortuna di aver subito, anche in passato, un’esposizione all’amianto e quindi il rischio di contrarre gravi patologie neoplastiche (mesotelioma).

Essa dovrà essere diretta quindi anche a chi ha cessato l’esposizione lavorativa all’amianto ed a chi è sottoposto a rischio non professionale e ambientale, per la semplice presenza di questo tipo di fibra cancerogena in altri materiali oltre che in tutti gli ambienti di vita dei residenti in Trentino. Un impegno importante, non più rimandabile che la nuova Giunta ed il nuovo dirigente generale del Dipartimento della Salute Provinciale devono assumersi e realizzare, al più presto.

 

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Walter Alotti

Segretario Generale

Uil del Trentino