CIVETTINI * FINANZIARIA E VACCINI IN TRENTINO: “BOCCIATA PROPOSTA CHE MIRAVA A LIMITARE GLI EFFETTI DI ESCLUSIONE, SERENITÀ DEI BAMBINI E GENITORIALITÀ MESSA IN SECONDO PIANO”

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, ammonisce un antico adagio. Una sentenza della saggezza popolare che sembra calzare perfettamente nella descrizione della bocciatura, quest’oggi in tarda mattinata in Consiglio provinciale, di una mia proposta di ordine del giorno alla Finanziaria che mirava null’altro che a limitare gli effetti di esclusione, a causa di mancata vaccinazione, dei bambini e famiglie dai Buoni di Servizio, conformemente a quanto sentenziato dalla Corte Costituzionale, che “esclude l’espulsione dal sistema della Scuola dell’obbligo”.

Un passaggio che pareva naturale, essendo detti buoni di servizi legati “al diritto alla conciliazione familiare” tra impegno lavorativo e cura in ambito familiare e rilasciati “Ad Personam” anche per i servizi di educazione e cura dei minori con età fino ai 14 anni (18 anni nel caso di minori riconosciuti in stati di handicap o difficoltà di apprendimento o situazioni di particolari disagio attestate da personale di competenza), e che invece non è stato affatto considerato dalla Giunta provinciale. Il che amareggia molto.

Ragion per cui, se da un lato si comprende che la Provincia non avrebbe potuto, per ragioni giuridiche, applicare il primo punto della Proposta di Ordine del giorno che si allega, dall’altro si trova la bocciatura integrale del testo incomprensibile e paradossale, specie se si pensa alla citata esclusione da misure di conciliazione tra lavoro e ambito familiare da parte di colleghe consigliere, le stesse che pochi giorni fa esultavano per la doppia preferenza di genere. Ad ogni modo, come usa dire, non finisce qui.

Mia intenzione è infatti quella di farmi interprete dei sentimenti e delle istanze, nelle sedi più opportune, di quanti intendono la citata esclusione dai Buoni di Servizio di alcuni di servizio per quello che, ossia un’odiosa discriminazione alla quale è doveroso porre rimedio quanto prima in nome, lo si sottolinea, non già di favore o contrarietà ai vaccini ma solo di un elementare – per quanto mi riguarda intoccabile – principio di uguaglianza e non discriminazione.

Questo per evitare che in Trentino, prenda corpo il novello Erode che ritorna, nel 2017, a segnare, dichiarare e catalogare dei piccoli, quali “non conformi”, con una forma espressiva che ricorda tempi cupi.

 

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Consigliere Claudio Civettini

Civica trentina