(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Domani, 10 giugno 2026, a distanza di 100 anni dalla tragica scomparsa del grande architetto catalano, in concomitanza con l’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo della “Sagrada Familia” da parte di Papa Leone XIV, Rai Teche propone su RaiPlay “Antoni Gaudì – La divina architettura” (https://www.raiplay.it/programmi/antonigaudi-ladivinaarchitettura).
Il documentario del 1967 di Giorgio De Marchis e Giuliano Betti descrive con grande accuratezza la vita e le opere che legano Gaudì alla sua Barcellona e alla chiesa che ne è simbolo.
La celebre incompiuta fu l’opera che assorbì la maggior parte della vita di Antonio Gaudì che, con dedizione assoluta, ne curò costantemente ogni aspetto non solo tecnico ma anche simbolico facendone molto più di un capolavoro architettonico.
«L’arte è una cosa così alta che deve essere accompagnata dal dolore o dalla miseria per fare da contrappeso in un uomo o questo si squilibra», diceva l’artista.
Una visione che Gaudí incarnò fino in fondo: donò alla Chiesa tutti i suoi averi e, ridotto in povertà, fu persino scambiato per un mendicante quando venne travolto da un tram nel 1926.
Per sua volontà Antonio Gaudí è sepolto nella cripta della Sagrada Familia, quasi a farsi egli stesso parte integrante della struttura della chiesa.
Seguendo la biografia dell’artista si scopre una Barcellona che si affaccia al XIX secolo con una spinta alla modernità che muove al rinnovamento anche delle costruzioni civili e pubbliche con un nuovo stile, il modernismo, rompendo con gli schemi del neoclassicismo.
Dai lampioni di Plaza Real del 1878 alla prima commissione importante, Casa Vicens, i primi passi di Gaudì testimoniano un’originalità che lo inserisce a pieno titolo tra gli architetti che operano a fine ‘800 a Barcellona attirando l’interesse di committenti e mecenati.
Il conte Guell gli commissionerà nel 1898 la realizzazione della cappella di Santa Coloma a Cervelló per la quale Gaudì abbandonerà gli stili storici e schemi precostituiti per ispirarsi alla natura e alle leggi universali che la configurano: la natura come architettura di Dio.
Negli ultimi anni lascerà gli incarichi per la realizzazione di edifici civili per dedicarsi esclusivamente alla costruzione della Sagrada Familia vivendo praticamente nel cantiere di lavoro.
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