(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Quando nel 1979 il giudice Rocco Chinnici assume l’incarico di capo dell’ufficio istruzione del tribunale di Palermo, Cosa Nostra è in un momento di grande espansione che ha visto la scalata al vertice dei Corleonesi guidati da Totò Riina e Bernardo Provenzano.
Il suo volume d’affari è cresciuto a dismisura.
Ne parlano Paolo Mieli e il professor Vittorio Coco a “Passato e Presente”, in onda sabato 23 maggio alle 20.30 su Rai Storia.
Proprio da un’intuizione di Chinnici, un gruppo di magistrati sceglie di non affrontare Cosa nostra da soli, ma condividendo indagini, informazioni e responsabilità.
Nasce così, a Palermo, il pool antimafia.
Una rivoluzione silenziosa e coraggiosa con alla base una nuova idea di giustizia, capace di leggere la mafia non come somma di delitti isolati, ma come sistema di potere.
Ne faranno parte, tra gli altri, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che, come Chinnici, ucciso da un’autobomba nel luglio 1983, pagheranno con la vita il loro impegno contro Cosa Nostra.
Dal lavoro del pool nacque il maxiprocesso, e con esso la prima grande verità giudiziaria su Cosa nostra: la dimostrazione che la mafia poteva essere capita, raccontata, processata e condannata.
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