(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Alla vigilia della guerra, nel 1939, il pubblicitario Dino Villani e l’amico Cesare Zavattini lanciano un’idea brillante: il concorso fotografico “Cinquemila lire per un sorriso”, nato per promuovere un dentifricio.
In palio – oltre ai titoli di Stato – ci sono premi da sogno: una pelliccia di visone, un corredo completo, una cucina a gas, calze di seta.
Nel dopoguerra il concorso rinasce come “Miss Italia – La Bella Italiana”, nelle eleganti sale del Grand Hotel des Îles Borromées a Stresa.
In giuria siedono De Sica, Visconti, Zavattini, Carrà. Paolo Mieli e la storica Fiamma Lussana ne parlano a “Passato e Presente”, in onda domenica 4 gennaio alle 20.30 su Rai Storia.
Nel 1947 vince Lucia Bosè, semplice commessa, mentre tra le concorrenti sfilano future stelle del cinema come Silvana Pampanini, Gina Lollobrigida, Silvana Mangano ed Eleonora Rossi Drago.
Persino Sofia Loren parte da lì.
Per molte giovani, la bellezza diventa il biglietto d’ingresso verso sogni hollywoodiani e nuove possibilità di indipendenza.
Negli anni ’50 Miss Italia divide l’opinione pubblica: il democristiano Bortolo Galletto tenta di vietare i concorsi di bellezza, considerati immorali.
Nascono persino competizioni alternative: La Donna Ideale della DC, la Stellina dell’Unità e Miss Vie Nuove del Fronte comunista.
Con il miracolo economico, però, non c’è più dubbio: la bellezza diventa un vero mestiere, al centro di business e investimenti pubblicitari sul modello americano.
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