(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Antoni Gaudí assume la direzione del progetto della Sagrada Familia alla fine del 1883, trasformandolo radicalmente.
Il suo nuovo disegno, molto più ambizioso rispetto a quello originario, prevede la realizzazione di un tempio a cinque navate, tre facciate e diciotto torri, concepito come un grande racconto architettonico della vita di Gesù e della storia della fede.
Ne parla Rodolfo Papa nell’appuntamento con “Iconologie quotidiane”, riproposto mercoledì 10 giugno alle 8.15 su Rai Storia, in occasione del centenario della scomparsa dell’architetto catalano.
Le diciotto torri sono dedicate a figure centrali della tradizione biblica: dodici agli apostoli, quattro agli evangelisti, una alla Vergine Maria e la più alta, destinata a Gesù Cristo, sormontata da una croce e progettata per raggiungere i 172 metri di altezza.
A cento anni dalla morte di Gaudí, la basilica ha raggiunto un traguardo storico: nel febbraio 2026 sono state completate la struttura principale e la torre di Gesù Cristo, la più alta del complesso.
Restano tuttavia in corso i lavori interni e alcune finiture, destinati a proseguire nei prossimi anni.
Un’opera monumentale e in continua evoluzione che, pur avvicinandosi al compimento, continua a incarnare la visione artistica e spirituale del suo ideatore.
Una volta pienamente ultimata, la Sagrada Familia è destinata a diventare la chiesa più alta del mondo, simbolo universale della sintesi tra arte, fede e innovazione.
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