Di Luca Franceschi
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È iniziato questo pomeriggio in Consiglio provinciale l’esame del disegno di legge provinciale n. 62/25: Ordinamento della polizia locale, presentato dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessora Ulli Mair.
Secondo la relazione accompagnatoria, la Provincia, nell’ambito delle proprie competenze in materia di polizia amministrativa e locale e nel rispetto della competenza esclusiva dello Stato in materia di ordine e sicurezza pubblica ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione, ridefinisce l’ordinamento della polizia locale sostituendo la legge provinciale n. 21/1993 che attualmente disciplina la materia.
La nuova disciplina tiene conto dei rilevanti cambiamenti che hanno inciso sui compiti e sulle funzioni della polizia locale dall’adozione della precedente legge e pone le basi per il futuro sviluppo della polizia locale come uno dei pilastri del sistema integrato di prevenzione e sicurezza.
L’assessora Ulli Mair ha spiegato che, assunta la carica, si è chiesta cosa si potesse fare per rendere l’Alto Adige più sicuro.
Gli autori del Secondo Statuto si erano rammaricati di non aver ottenuto la competenza primaria sulla sicurezza, e lei si è domandata come sfruttare al meglio le competenze oggi disponibili.
Molto si può fare rafforzando la polizia locale.
La polizia locale svolge numerosi compiti sul territorio, può condurre indagini, raccogliere denunce e procedere ad arresti, opportunità che vanno valorizzate se la sicurezza pubblica sta a cuore e se si vogliono ascoltare i timori dei cittadini.
Due terzi degli altoatesini intervistati sono favorevoli al rafforzamento della polizia locale, unico corpo che garantisce il bilinguismo su tutto il territorio provinciale.
È importante avere personale del territorio nelle forze dell’ordine, perché chi proviene da fuori spesso resta solo per pochi anni.
Non sempre è possibile trovare sudtirolesi disponibili e, quando sono stati trovati, sono stati accusati di lavorare per forze dell’ordine nazionali.
Occorre quindi cercare nuove strade, e per garantire il bilinguismo può essere decisiva la polizia locale.
Molti lamentano che gli agenti facciano troppe sanzioni, ma sono le amministrazioni comunali a stabilire le priorità operative.
Se non si fornisce un’adeguata formazione ai decisori politici locali e li si prepara solo come amministrativi, il risultato non è soddisfacente.
Servono percorsi formativi ben strutturati, sul modello dei Vigili del fuoco.
Il disegno di legge prevede che un corpo sia composto da sette addetti e un comandante, definisce stemma e uniformi e affida alle amministrazioni comunali l’organizzazione del servizio.
I Comuni potranno istituire un corpo proprio anche in collaborazione con altri municipi.
Se il servizio verrà ampliato, è previsto un finanziamento aggiuntivo.
Mair ha auspicato che in futuro la polizia locale sia rafforzata e percepita come “la nostra” polizia, eventualmente con un servizio 24 ore su 24 a livello di comprensorio, come già accade in Val Venosta.
Ha aggiunto che gli operatori della polizia locale condividono la riforma, che aumenta la professionalità.
Il disegno di legge è una proposta quadro e alcuni dettagli saranno definiti successivamente in base alle necessità.
La discussione generale.
Andreas Colli (Wir Bürger – Noi cittadini – Nëus Zitadins) ha affermato che, contrariamente a quanto apparso sui media e temuto da alcuni cittadini, non si intende eliminare il corpo della polizia locale, bensì rafforzarlo.
Ha ricordato che il 14 maggio la Camera ha esaminato la bozza di modifica della legge 56, ora all’attenzione della commissione legislativa del Senato.
Le aspettative verso questa legge e verso quella provinciale sono alte.
I cittadini si attendono maggiore sicurezza, ma non bisogna creare aspettative eccessive perché servirebbero poteri diversi.
Se si arresta una persona e questa è libera dopo poche ore, non è incoraggiante.
La società è più violenta rispetto al passato e a volte la polizia è percepita in modo ostile.
Molti agenti non vogliono rischiare la vita per 2.000 euro al mese e preferiscono compiti d’ufficio.
In tutta Europa si rischia di perdere il controllo, ma occorre prendere atto della realtà.
Spesso i poliziotti si fanno carico di responsabilità derivanti da decisioni politiche.
Colli vede quindi con favore il disegno di legge e lo sosterrà pur sapendo che non risolverà tutti i problemi delle forze dell’ordine.
È un primo passo importante per rafforzare la presenza dei corpi di polizia locale, una professione sempre più complessa e gravosa e quindi meno attrattiva.
Le attuali procedure di concorso non tengono conto del reale fabbisogno di servizio.
Serve una formazione operativa e giuridica, anche tramite un corso pre-concorso, già possibile in base alla legge regionale, che garantirebbe la preparazione.
Le procedure vigenti non tengono conto dei contratti collettivi, e le commissioni preferiscono promuovere candidati non preparati piuttosto che lasciare posti vacanti.
La norma prevede l’utilizzo della polizia locale solo per determinate mansioni, ma nei piccoli comuni gli agenti devono occuparsi di tutto.
Per questo è giusto modificare le procedure consensuali attuali.
Anche i corsi devono essere di alta qualità.
Un servizio comprensoriale attivo 24 ore su 24 può funzionare solo con personale ben formato e a determinate condizioni.
Anche il semplice controllo dei documenti può essere pericoloso.
L’inquadramento dovrebbe essere al VI livello, anziché all’attuale V.
Alle forze di sicurezza dovrebbero essere fornite le armi necessarie.
Colli ha auspicato un ampio sostegno alla norma e idonee norme di attuazione.
Ricordando la propria esperienza come referente della polizia locale e come sindaco, Harald Stauder (SVP) ha ringraziato l’assessora Mair per l’iniziativa.
Molto era già stato fatto, ma serviva una linea unitaria.
I 116 Comuni hanno realtà ed esigenze diverse, e il disegno di legge offre una visione unificante lasciando al tempo stesso margini di manovra.
È stato fondamentale il confronto stretto con gli agenti della polizia locale, i primi a sapere di cosa hanno bisogno.
Ulteriori richieste esistono ma non sono al momento soddisfabili, tuttavia si è fatto il possibile.
Stauder ha sempre percepito positivamente il servizio della polizia locale.
Gli agenti stanno volentieri a contatto con le persone e non vogliono essere solo quelli che fanno multe.
Garantiscono l’ordine, affiancano bambini e anziani, e la collaborazione con le Forze dell’ordine statali funziona bene quando si promuove l’incontro.
Gli agenti risolvono problemi in situazioni difficili, mentre cresce la violenza generale, e per questo meritano il sostegno della politica.
Un agente gli ha riferito che la sfida più difficile sono le tante bugie che sente, un aspetto che non si risolve con i corsi, pur fondamentali soprattutto nella comunicazione.
Una formazione omogenea è essenziale per raggiungere determinate competenze.
Quando la Provincia avrà la competenza, potrà fare ancora di più.
È importante che i Comuni non perdano la propria capacità di sviluppo e possano fare ciò che ritengono più opportuno.
In replica, l’assessora Ulli Mair ha detto di condividere molti punti evidenziati da Colli e ha ricordato che si è intervenuti dove la competenza lo consente.
I concorsi sono previsti anche nella forma di corso-concorso.
È concorde anche sul passaggio dalla V alla VI qualifica, che rientrerà nelle contrattazioni collettive.
La collaborazione tra polizia locale e Forze dell’ordine nazionali funziona molto bene quando il Comune dispone di un numero sufficiente di agenti di polizia locale, segno che i sindaci che investono in questo servizio ne traggono vantaggio.
Una grande sfida sarà la formazione, prevista in modo vincolante e regolata ex novo.
La polizia locale merita questa valorizzazione e il servizio deve essere più professionale.
Si procederà anche qualora intervenissero modifiche a livello statale.
Anche lo Stato riconosce l’importanza della polizia locale.
Essendo stati ritirati gli ordini del giorno inizialmente presentati, fatto che Mair ha rammaricato perché sarebbero stati accolti, il passaggio alla discussione articolata è stato approvato con 20 sì all’unanimità.
Sono stati approvati senza discussione né emendamenti e all’unanimità l’articolo 1 su finalità e principi (20 sì), l’articolo 2 sulle funzioni della Provincia, l’articolo 3 sull’organizzazione dei corpi di polizia locale, l’articolo 4 sui compiti dei Comuni, l’articolo 5 sui compiti della polizia locale, l’articolo 6 sui regolamenti di polizia locale, l’articolo 7 su servizi esterni di soccorso, supporto e formazione e l’articolo 8 su funzioni direttive e di vigilanza.
L’articolo 10 su veicoli di servizio e uniformi è stato approvato con 19 sì e 1 no.
Sono stati inoltre approvati all’unanimità l’articolo 11 sul personale ausiliario e amministrativo e ulteriori forme di collaborazione, l’articolo 12 sul finanziamento del servizio, l’articolo 13 con le disposizioni transitorie, l’articolo 14 con le abrogazioni, l’articolo 15 con le disposizioni finanziarie e l’articolo 16 sull’entrata in vigore.
Non essendoci state dichiarazioni di voto, il disegno di legge provinciale 62/25 sull’ordinamento della polizia locale è stato messo in votazione e approvato con 20 sì.

