(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Friuli che riparte con le scarpe da corsa. E, dopo i quasi mille morti del sisma del 1976, rinasce da una bicicletta, da un canestro, da un’auto di Formula 1.
«Friuli 1976. Lo sport e la rinascita» – il docufilm di Franco Bortuzzo in onda giovedì 7 maggio alle 18.30 su Rai Sport per Speciale Radiocorsa e domenica 10 maggio alle 13 su Rai 3 Friuli-Venezia Giulia – racconta sette storie di sport che hanno contribuito alla ripresa materiale e umana della regione.
C’è la Snaidero Udine junior che, dieci giorni dopo il terremoto, vince a sorpresa il titolo di categoria contro squadre più accreditate come Brina Rieti e Cinzano Milano.
C’è la “Corsa per il Friuli” che raccoglie fondi per un asilo a Lusevera e che porta a Varano de’ Melegari 25 mila persone.
Lì per ammirare i protagonisti della Formula 1, tutti a bordo di Alfasud, arrivati gratuitamente tre giorni dopo il Gran Premio di Montecarlo.
C’è lo Stadio Friuli, costruito e inaugurato nel settembre 1976 con due anni di anticipo, mentre l’Udinese avvia la risalita dalla Serie C alla Serie A.
E ci sono le persone.
Laura Di Toma che perde la casa a Osoppo, vive in tenda e a dicembre conquista l’Europeo di judo a Vienna.
La famiglia Milan, che con tre generazioni di campioni trasforma la zona di Buja in terra di ciclismo.
Venanzio Ortis, oro nei 5000 e argento nei 10000 agli Europei di Atletica di Praga del 1978, altro simbolo della ripartenza.
Poi c’è Gemona, la città più colpita con oltre 400 morti, che sceglie di risollevarsi con il Giro d’Italia del 1977, poi con il corso di Scienze motorie dell’Università di Udine e oggi con Sportland, centro di promozione sportiva e turistica.
A tenere insieme queste storie è lo sguardo radicato e competente di Bortuzzo, giornalista friulano, a RaiSport dal 1999.
Bortuzzo è stato inviato e conduttore in Formula 1, poi curatore della rubrica di ciclismo “Radiocorsa” e coordinatore sul campo del Giro d’Italia e del Tour de France.
Ha già firmato i docufilm «Ottavio Bottecchia. El furlan de fero», premiato al Festival del Cinema Sportivo di Milano che racconta la vita avventurosa e la morte misteriosa del primo italiano a vincere il Tour de France e «I tre sarti del Re», dedicato a Faliero Masi, Ernesto Colnago e Ugo De Rosa, gli artigiani italiani delle bici di Eddy Merckx.
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