(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il 25 gennaio 1977 Carlo Ripa di Meana, presidente della Biennale di Venezia, annuncia che l’edizione di quell’anno sarà dedicata al tema del dissenso nei paesi dell’Est.
È l’inizio di una dura e accesa polemica. L’ambasciatore sovietico a Roma chiede ufficialmente al governo italiano di cancellare il programma, mentre il Pci si trova stretto in una morsa: da un lato un’opinione pubblica che pretende autonomia da Mosca, dall’altro le pressioni sempre più forti dell’Unione Sovietica.
Molti intellettuali e artisti vicini al Partito Comunista criticano apertamente la scelta della Biennale, e alcune fondazioni si rifiutano di mettere a disposizione gli spazi promessi per le mostre. Il progetto sembra destinato a naufragare.
Dopo quasi un anno di polemiche, grazie al sostegno del Psi e di Bettino Craxi, da poco eletto segretario del partito, la fragile navicella della Biennale riuscirà a raggiungere il porto e a sbarcare i suoi protagonisti a Venezia.
Il 15 novembre 1977 si inaugura la “Biennale del dissenso”, raccontata da Paolo Mieli e dal professor Ernesto Galli della Loggia – in occasione dell’anniversario – a “Passato e Presente”, in onda venerdì 14 novembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
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