(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Un autore che, come pochi altri, racconta i vizi, le ambizioni e le ipocrisie dell’Italia tra fascismo e dopoguerra, con sguardo ironico e insieme feroce.
Vitaliano Brancati, nato in Sicilia nel 1907, è tra i più importanti autori del Novecento italiano. La sua è una scrittura ironica, brillante, tagliente ma, al contempo, accessibile. I suoi romanzi e i suoi personaggi sono lo specchio di un Paese che si illude, si mette in scena, fa sorridere e fa pensare. Lo raccontano Paolo Mieli e la professoressa Alessandra Tarquini a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 6 maggio alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Giovane entusiasta dell’ascesa di Benito Mussolini, vede nel fascismo un simbolo di modernità, energia e cambiamento. Uomo maturo, alla fine degli anni 30 riconosce la distanza tra propaganda e realtà, e critica la retorica vuota del regime e il conformismo imposto agli intellettuali. La sua letteratura si trasforma in satira lucida e pungente contro i miti del fascismo, in particolare quello del maschio seduttore e conquistatore.
Le sue opere sono state rappresentate a teatro, al cinema e in televisione. Tra queste Il bell’Antonio, capolavoro con cui Brancati smonta il mito della virilità maschile e dell’onore siciliano, rappresentando il divario tra apparenza social e verità intima. Incarnato nel film di Bolognini da Marcello Mastroianni che rese ancor più amaro quel ritratto di un’Italia prigioniera delle sue maschere.
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