(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Ogni pranzo di Natale non può che terminare con il dolce, spesso panettone o pandoro, ma molte famiglie preferiscono i dolci tradizionali locali. Se ne parla a “Officina Italia”, la rubrica della Tgr sulle eccellenze italiane condotta da Ivana Delvino e curata da Ivan Epicoco, in onda sabato 27 dicembre alle 11.25 su Rai 3. Ospite in studio Enrico Nativi, chef docente di Pasticceria presso ALMA – Scuola internazionale di cucina italiana di Colorno.
Si comincia dalla Campania, con gli struffoli, simbolo di abbondanza e di buon auspicio.
La ricetta, a base di palline di pasta fritta e miele, è vecchia di secoli, ma non mancano reinterpretazioni moderne.
È un piatto ancora più antico, ma rimasto uguale dal Medio Evo a oggi, il Certosino bolognese.
Ideato nelle antiche Abbazie dove erano disponibili spezie e canditi, è diventato poi il dolce tipico del Natale in città.
Ha, invece, un’origine contadina la sbrisolona, nata a Mantova e poi diffusa nella pianura padana tra Emilia, Veneto e naturalmente Lombardia.
La ricetta attuale prevede le mandorle al posto delle nocciole, una modifica avvenuta alla corte dei Gonzaga per nobilitarla con ingredienti più pregiati.
Ma la pasticceria italiana in diverse occasioni ha accolto – e in alcuni casi trasformato – dolci ideati all’estero.
Uno dei più apprezzati è certamente lo strudel, che può essere realizzato sia con la pasta sfoglia sia con la pasta frolla, la cui diffusione è partita dalle zone alpine del nord-est durante l’Impero degli Asburgo.
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