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SFORZINI (CENTRO STUDI RINASCIMENTO NAZIONALE) * ISTITUZIONI: «LA PROVOCAZIONE DI BERNARDINI APRE IL DIBATTITO SUL FUTURO DELLO STATO»

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12.58 - giovedì 9 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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ISTITUZIONI, SFORZINI (Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale): “La PROVOCAZIONE di PAOLO LUCA BERNARDINI, che evoca anche GIANFRANCO MIGLIO, apre una discussione che la DESTRA non può più ELUDERE. DIFENDERE i VALORI dell’OCCIDENTE richiede anche RIPENSARE lo STATO?”

Castello Sforzini di Castellar Ponzano – «La nuova riflessione del professor Paolo Luca Bernardini per il Centro Studi Rinascimento Nazionale rappresenta una delle riflessioni più originali, coraggiose e intellettualmente stimolanti apparse negli ultimi mesi all’interno dell’area culturale che si riconosce nei valori dell’identità, della libertà e dell’Occidente. È una provocazione nel senso più nobile del termine: non offre slogan, ma pone una domanda destinata a far discutere.»
Lo dichiara Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale.

«Il cuore della riflessione di Bernardini è semplice quanto dirompente: è davvero possibile difendere identità, libertà, famiglia, radici cristiane e civiltà occidentale attraverso uno Stato sempre più centralizzato, oppure proprio il centralismo rischia, ad ogni alternanza politica, di trasformarsi nello strumento con cui quei medesimi valori vengono progressivamente demoliti? È una domanda che merita una risposta seria, non una scomunica.

Bernardini invita ad interrogarsi sugli strumenti istituzionali più efficaci per proteggere L’Occidente. Il suo richiamo al federalismo, fino a evocare il progetto costituzionale di Gianfranco Miglio, non nasce da pulsioni localistiche, ma dalla convinzione che la distribuzione del potere rappresenti una garanzia contro le derive ideologiche del centralismo. È una tesi radicale, certamente discutibile, ma proprio per questo culturalmente feconda.

Ed è esattamente questo il ruolo che il Centro Studi Rinascimento Nazionale intende svolgere. Lo abbiamo detto con chiarezza: la destra italiana non è un monolite, ma un concerto di destre, composto da sensibilità liberali, liberiste, libertarie, conservatrici, sovraniste, federaliste, identitarie, nazionali, tradizionaliste, cattoliche e sociali. La nostra ambizione non è appiattire questa ricchezza in un pensiero unico, bensì offrirle un luogo di confronto serio, rigoroso e libero, capace di trasformare il pluralismo culturale in una sintesi politica all’altezza delle sfide del nostro tempo.

La riflessione del professor Paolo Luca Bernardini dimostra quanto questa pluralità non sia una debolezza, ma una straordinaria ricchezza intellettuale da valorizzare, approfondire e mettere continuamente a confronto. È questa la missione del Centro Studi Rinascimento Nazionale: essere la casa del dibattito e dell’elaborazione culturale di tutte le destre che condividono la difesa della civiltà italiana ed europea, nella convinzione che dal confronto tra tradizioni politiche diverse possano nascere le idee più solide per il futuro della Nazione.

Da tempo il Centro Studi Rinascimento Nazionale sostiene che il XXI secolo imponga di ripensare profondamente l’architettura dello Stato italiano. Abbiamo già proposto il ritorno al sistema proporzionale con preferenze, il rafforzamento del rapporto diretto tra elettori ed eletti, una diversa distribuzione delle responsabilità istituzionali e una nuova stagione di autentica sovranità democratica.
La riflessione di Bernardini si inserisce pienamente in questo percorso di ricerca.
Ciò non significa assumere automaticamente ogni sua conclusione. Significa però riconoscere che la destra culturale italiana deve avere il coraggio di discutere anche ciò che per decenni è stato considerato intoccabile. L’assetto dello Stato non è un dogma. È uno strumento. E gli strumenti devono essere giudicati sulla loro capacità di servire il bene comune, non sulla loro anzianità.

La provocazione finale di Bernardini è forse la più significativa: che cosa vogliamo realmente preservare? Una determinata struttura amministrativa dello Stato oppure i valori permanenti della civiltà occidentale? È un interrogativo che nessuno dovrebbe liquidare con superficialità.

Il Centro Studi Rinascimento Nazionale intende raccogliere questa sfida culturale. Nei prossimi mesi promuoveremo un ciclo di studi e confronti dedicato al tema della riforma dello Stato, del principio federale, della sussidiarietà, del rapporto tra libertà e autorità e dei modelli istituzionali più idonei a garantire identità, sicurezza, rappresentanza e coesione nazionale. Le grandi idee non devono fare paura. Devono essere discusse. È proprio dal confronto tra intelligenze libere che nasce il pensiero politico capace di costruire il futuro.»

L’intervento completo di Paolo Luca Bernardini a questo link:

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