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REGIONE SARDEGNA * : «URBANISTICA, L’ASSESSORE SPANEDDA: “LA CORTE CONFERMA ALCUNE SCELTE FONDAMENTALI DELLA NORMA REGIONALE IMPUGNATA DALLO STATO”»

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18.30 - giovedì 21 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“La sentenza della Corte costituzionale è stata pubblicata oggi e una valutazione approfondita richiederà ulteriori analisi tecniche e giuridiche, ma da una prima lettura arriva la conferma da parte della Corte della correttezza di parte delle scelte a fondamento della legge regionale 18 del 2025”.

Lo dichiara l’assessore regionale degli Enti locali e Urbanistica, commentando la decisione della Corte costituzionale sulla legge regionale in materia edilizia e urbanistica.

“Su 14 tra i punti sollevati dal Governo – osserva Spanedda – la Corte riconosce in diversi casi la correttezza dell’impianto normativo regionale, mentre su altri vengono rilevati profili di illegittimità costituzionale”.

Le questioni oggetto di censura riguardano prevalentemente disposizioni di semplificazione procedurale o interpretativa introdotte dalla Regione a favore di cittadini, professionisti e imprese.

La Corte ha ritenuto prevalente l’esigenza di uniformità della disciplina nazionale.

“Restano invece confermate alcune misure considerate particolarmente rilevanti per cittadini ed enti locali”, prosegue l’assessore.

“Tra queste – sottolinea Spanedda – la disciplina sul mutamento di destinazione d’uso, compresa la non necessità del ricalcolo degli standard urbanistici nei passaggi da volumi connessi a volumi abitativi.

Una previsione attesa dai Comuni, che consente di semplificare numerosi procedimenti senza alterare gli equilibri urbanistici”.

Significativa anche la conferma dell’impostazione regionale sugli standard minimi di superficie e altezza degli alloggi, con il richiamo alla necessità di garantire adeguati requisiti igienico-sanitari, a differenza di quanto disposto dal Salva Casa nazionale.

La sentenza conferma, inoltre, la disciplina regionale sugli immobili condonati, per i quali la normativa sarda prevede come massimo intervento la ristrutturazione con demolizione nel rispetto di volume e sagoma.

Esito favorevole anche per l’articolo 15 relativo alle opere eseguite in assenza di SCIA o in difformità dalla stessa.

“La Regione – conclude Spanedda – continuerà a lavorare per coniugare semplificazione amministrativa, tutela del territorio e qualità urbana, nel quadro delle prerogative riconosciute all’autonomia speciale della Sardegna.

Di fatto questa sentenza pone importanti freni all’ennesimo tentativo da parte dello Stato di limitare la nostra potestà legislativa sulle materie di nostra competenza”.

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