Di Luca Franceschi
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Il Partito della Rifondazione Comunista da anni denuncia come il governo israeliano sia composto da esponenti dall’orientamento fascista. Secondo quanto dichiarato dal segretario nazionale Maurizio Acerbo, i politici che sostengono il governo Netanyahu scoprono soltanto ora la pericolosità di Ben-Gvir, trattandolo come se rappresentasse una novità, mentre gli altri componenti dell’esecutivo verrebbero erroneamente presentati come sinceri democratici. In realtà il ministro è un personaggio noto da anni, divenuto celebre in gioventù per aver esaltato l’estremista di destra responsabile dell’assassinio di Rabin.
L’intervento diretto e nonviolento della Flotilla ha portato alla luce il livello di aberrazione raggiunto dall’amministrazione israeliana. La denuncia sottolinea come vi sia una sostanziale componente razzista nel fatto che l’attenzione internazionale si sia concentrata soltanto ora su questi episodi, nonostante il governo Netanyahu uccida palestinesi con brutalità di stampo nazista ormai da anni. Ben-Gvir viene oggi criticato perché, maltrattando attivisti occidentali, ha involontariamente rivelato il vero volto di quella che continua a essere definita come l’unica democrazia del Medio Oriente.
Il fascismo può affermarsi anche attraverso canali formalmente democratici, come accaduto in Israele dove la maggioranza della popolazione, includendo quasi l’intera opposizione, giustifica e sostiene i crimini perpetrati da Netanyahu e dal suo governo. Secondo Acerbo, solo attraverso l’isolamento internazionale di Israele, come avvenuto nei confronti del Sud Africa dell’apartheid, potrebbe riprendere forza all’interno della società israeliana quella minoranza che si oppone veramente all’occupazione, all’apartheid e al conflitto. Finché gli Stati Uniti e l’Unione Europea continueranno a fornire sostegno economico e militare a quella che viene definita come il bastione colonialista occidentale in Medio Oriente, prevarranno le logiche della prepotenza.
L’estrema destra italiana guidata da Meloni e Salvini è alleata e complice del governo Netanyahu. Per questa ragione ha deciso di portare avanti una campagna volta a delegittimare Francesca Albanese, la Flotilla e l’intero movimento di solidarietà con la Palestina.
Con il rientro in Italia dei componenti della Flotilla, vengono richiamate all’attenzione le dichiarazioni ritenute inaccettabili rilasciate dal Presidente del Senato Ignazio Benito La Russa, al quale viene richiesto di rassegnare le dimissioni.
