News immediate,
non mediate!
Categoria news:
OPINIONMIX

REGIONE SARDEGNA * : «SARDEGNA: APPROVATA LA NUOVA LEGGE SUL SISTEMA REGIONALE DI PROTEZIONE CIVILE»

Scritto da
19.31 - giovedì 7 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///

Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato all’unanimità la riforma organica del Sistema regionale di protezione civile. Articolata in 7 titoli e 39 articoli, la legge supera il previgente quadro normativo del 1989 e recepisce il Codice della protezione civile (d.lgs. 1/2018), adattandolo alle specificità territoriali e alla condizione di insularità dell’isola.

Il provvedimento nasce dalla necessità di adeguare il Sistema regionale a un contesto di rischio profondamente mutato, caratterizzato da incendi boschivi sempre più frequenti e intensi, eventi meteorologici estremi e diffuso dissesto idrogeologico. In questo quadro, la legge non si limita a riorganizzare la risposta alle emergenze, ma ridisegna l’intero ciclo di gestione del rischio, rafforzando prevenzione, preparazione, risposta e ripresa delle normali attività, intese quali fasi integrate e complementari di un unico sistema.

Sul piano istituzionale, la riforma definisce una governance multilivello che coinvolge Regione, Province e Comuni in un sistema coordinato e strutturato, di cui fanno parte anche le componenti e le strutture operative statali previste dal Codice nazionale. Il Presidente della Regione è autorità regionale di protezione civile, mentre i sindaci lo sono a livello locale. Il fulcro operativo è la Direzione generale della protezione civile – DGPC, istituita presso la Presidenza della Regione, che ospita al suo interno il Centro funzionale decentrato – CFD, per il monitoraggio meteorologico e idrogeologico, la Sala operativa regionale integrata – SORI, per il coordinamento dei flussi informativi con prefetture e comuni, e la Sala operativa unificata permanente – SOUP, per il coordinamento delle attività antincendio nel periodo di elevato rischio.

Insieme ai colleghi della Direzione generale è stato contribuito alla redazione del testo fin dalla prima bozza, sempre in stretta sinergia con l’Assessora Rosanna Laconi, fino all’approvazione da parte della Giunta regionale.

Un ringraziamento è rivolto al Presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, per il ruolo di indirizzo e coordinamento dei lavori d’Aula, alle Commissioni presiedute dagli Onorevoli Roberto Li Gioi e Salvatore Corrias per il coinvolgimento nei lavori e il contributo al miglioramento del testo, nonché a tutti i Consiglieri regionali per i contributi e per l’approvazione di una legge fondamentale per il rafforzamento del Sistema regionale della Protezione civile.

L’approvazione della riforma avviene dopo due anni di legislatura particolarmente intensi per la Protezione civile sarda, nel corso dei quali sono stati affrontati rilevanti impegni operativi e conseguiti risultati significativi, tra cui la gestione dell’emergenza idrica regionale e degli eventi ciclonici Harry e Oriana, la definizione del protocollo per la governance degli Ambiti territoriali e l’allestimento dei primi centri d’ambito, l’esercitazione internazionale ITA EU MODEX, i gemellaggi con i volontari di altre Regioni e il preposizionamento dei moduli europei di supporto per la campagna AIB, nonché la sottoscrizione del protocollo con ENAC per l’impiego dei droni in Protezione civile.

Una delle principali innovazioni introdotte è rappresentata dagli Ambiti territoriali di Protezione civile – ATPC, un livello operativo intermedio tra Comune e Provincia che costituisce il pilastro della protezione civile di prossimità. L’obiettivo è garantire una presenza capillare del Sistema nei territori, assicurando tempi di risposta più rapidi e una gestione condivisa ed efficiente delle risorse, anche a favore delle comunità più isolate. La pianificazione si articola pertanto su quattro livelli – regionale, provinciale, di ambito territoriale e comunale – con il Piano regionale che ha validità triennale e prevede un aggiornamento annuale obbligatorio.

Per quanto riguarda il sistema di allertamento, il Centro funzionale decentrato svolge attività di previsione e sorveglianza su eventi meteorologici, geomorfologici e idraulici, oltre alla previsione del rischio incendi boschivi nel periodo critico. La rete sensoristica idro-meteo-pluviometrica è affidata all’ARPAS, in raccordo con la DGPC.

La legge introduce una distinzione netta tra due strumenti di attivazione straordinaria. Il primo è lo stato di mobilitazione, disposto con decreto del Presidente della Regione su proposta del Direttore generale della DGPC, che comporta l’attivazione della Colonna mobile regionale, del volontariato organizzato e delle strutture operative per il supporto agli enti locali nelle fasi emergenziali. Il secondo è lo stato di emergenza regionale, deliberato dalla Giunta su proposta del Presidente, a seguito di una valutazione tecnica speditiva della DGPC e in raccordo con le Prefetture competenti: ha una durata massima di 12 mesi, prorogabili una sola volta per ulteriori 12 mesi, e autorizza il Presidente a emanare ordinanze anche in deroga alla normativa regionale vigente.

Sul piano operativo, la Colonna mobile regionale è coordinata dalla DGPC e si articola in moduli funzionali. Include un nucleo operativo di pronto intervento composto da tecnici specializzati ed è strutturata per coadiuvare anche la Colonna mobile nazionale delle Regioni sulla base di apposite intese operative.

La riforma dedica particolare attenzione alle infrastrutture digitali e di comunicazione. Il Sistema informativo della protezione civile – SIPC supporta la predisposizione e l’aggiornamento dei piani a tutti i livelli territoriali, in piena conformità con il regolamento europeo sulla protezione dei dati – GDPR. La Rete radio regionale – RRR costituisce invece l’infrastruttura strategica di comunicazione operativa: gestita e manutenuta dalla DGPC, garantisce il canale prioritario per le comunicazioni in emergenza a tutte le componenti del sistema.

Sul versante finanziario, la legge istituisce due fondi dedicati. Il Fondo per il potenziamento del sistema regionale di protezione civile finanzia interventi di investimento in previsione e prevenzione, mentre il Fondo speciale per le emergenze regionali è destinato al finanziamento degli interventi urgenti e all’erogazione di contributi a enti locali, privati e attività produttive colpiti da eventi calamitosi: è alimentato da risorse regionali, nazionali, europee ed eventuali erogazioni liberali e può essere utilizzato anche per appalti urgenti fino a 40.000 euro.

La legge attribuisce al volontariato organizzato un ruolo strutturale nel sistema, prevedendo una propria articolazione di rappresentanza su tre livelli: assemblea generale, coordinamenti territoriali e rappresentanza regionale. Le organizzazioni iscritte all’elenco regionale — che prevede requisiti tecnico-operativi verificabili — possono stipulare convenzioni a titolo oneroso con la DGPC, al fine di garantirne la piena operatività e integrazione nel sistema.

Per la formazione, viene istituita la Scuola regionale di protezione civile e salvaguardia del territorio, affiancata da un piano triennale di formazione, informazione e addestramento. Il piano include la diffusione della cultura della prevenzione nelle scuole, la formazione dei tecnici addetti alla pianificazione e iniziative di informazione alla popolazione sui rischi presenti nel territorio regionale.

La legge istituisce il 23 settembre come Giornata regionale della protezione civile, quale occasione annuale per riconoscere il contributo di operatori e volontari attraverso l’attribuzione di onorificenze. È prevista inoltre una clausola valutativa con relazione triennale della Giunta regionale alla Commissione consiliare competente, finalizzata a documentare l’efficacia degli interventi, l’impiego delle risorse e il livello di partecipazione del volontariato.

Con questa legge la Sardegna non si limita ad aggiornare un quadro normativo datato, ma ridisegna la cultura operativa della propria Protezione civile, spostando il baricentro dall’emergenza alla prevenzione. L’impianto è coerente e integrato, dalla pianificazione territoriale al sistema di allertamento, dagli strumenti finanziari alla formazione. Si consolida così un modello organizzativo moderno e resiliente, orientato non solo alla gestione delle emergenze ma anche alla loro anticipazione e mitigazione, a tutela delle comunità e del territorio regionale.

Categoria news:
OPINIONMIX

Per donare ora, clicca qui



A.I. - IMPAGINAZIONE EDITORIALE OPINIONE
POSSIBILE UTILIZZO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Opinione si avvale di applicazioni basate su Intelligenza artificiale al fine di ottimizzare l'impaginazione editoriale curata dalla nostra redazione.
I contenuti potrebbero presentare interpretazioni di testo difformi dall'originale del comunicato stampa ricevuto: nel caso è gradita una segnalazione a: [email protected]


© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.