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REGIONE EMILIA-ROMAGNA * :«IL PRESIDENTE DE PASCALE: VIOLENZA ALLE CELEBRAZIONI DELL’81° ANNIVERSARIO DELLA RESISTENZA»

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13.00 - domenica 26 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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All’attenzione dei Capi redattori

25 APRILE. EPISODI DI VIOLENZA ALLE CELEBRAZIONI PER L’81ESIMO ANNIVERSARIO DELLA RESISTENZA, IL PRESIDENTE DE PASCALE: “UNA GIORNATA DI FESTA MACCHIATA PURTROPPO ANCHE QUEST’ANNO DA AMBIGUITÀ, CONTESTAZIONI, ESCLUSIONI E VERI E PROPRI EPISODI DI VIOLENZA. MA LE PIAZZE PIENE DI TUTTE LE GENERAZIONI CHIAMANO ALLA MEMORIA CONDIVISA. LA LIBERTÀ SI DIFENDE INSIEME, NEL SEGNO DELL’ANTIFASCISMO E DEL PLURALISMO DEMOCRATICO”

Il presidente interviene sui fatti gravi avvenuti ieri in diverse Piazze italiane: “La difesa della memoria e la nostra conquistata democrazia possibili solo tenendo insieme la ferma volontà di varcare la porta dell’antifascismo e difenderlo come uno spazio libero e plurale”

Bologna – “Ieri si sono riempite le Piazze di tutta Italia in nome della libertà e della democrazia conquistate grazie al sacrificio dei Partigiani, delle Partigiane e delle forze alleate. Una straordinaria giornata di festa, con migliaia di persone di ogni generazione, dai testimoni dei fatti di allora ai bambini a cui quella memoria va consegnata. Una giornata di festa, purtroppo, anche quest’anno macchiata da ambiguità, contestazioni, esclusioni e veri e propri episodi di violenza, come gli spari di Roma contro i volontari dell’Anpi o le vergognose frasi antisemite di Milano”.

Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, interviene condannando gli episodi che ieri hanno macchiato il 25 aprile, Festa della Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo.

“I Partigiani e le Partigiane non si sono battuti per una singola posizione politica, ma soprattutto perché fosse possibile sostenere le proprie idee in un dibattito repubblicano libero e pluralista- aggiunge il presidente-. Non dirsi antifascisti significa di fondo rinnegare quella impostazione, ma dirsi antifascisti impone rispetto per la storia e l’amore per la libertà di tutte e tutti, anche di chi, democraticamente e pacificamente, porta avanti un’idea diversa dalla propria”.

“La nostra comunità può difendere la memoria e rafforzare la democrazia- conclude de Pascale-, non certo equiparando partigiani e repubblichini, come vorrebbe il presidente del Senato, ma solo tenendo insieme la ferma volontà di varcare finalmente tutti la porta dell’antifascismo, con la determinazione di continuare a difenderlo come uno spazio libero e plurale”.

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