(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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MONTAGNA. CONSORZI DI BONIFICA, QUASI 3MILA INTERVENTI IN APPENNINO IN DUE ANNI PER LA SICUREZZA DEL TERRITORIO: INVESTITI 60,8 MILIONI DI EURO. OGGI A LANGHIRANO (PR) LA CONFERENZA DELLA MONTAGNA CON LA PRESENTAZIONE DEL REPORT DI ANBI EMILIA-ROMAGNA. LA SOTTOSEGRETARIA RONTINI E GLI ASSESSORI PRIOLO E BARUFFI: “PREVENZIONE, MANUTENZIONE E DIFESA DEL SUOLO SONO IL PRIMO INVESTIMENTO PER LA SICUREZZA DELLE PERSONE E DELLE COMUNITÀ”
Presenti il presidente nazionale e regionale di Anbi, Vincenzi, e il presidente Uncem Emilia-Romagna, Ferrari. Oltre ai dati relativi al biennio 2023-2024, anche i principali dati riferiti al 2025: investimenti complessivi per 38,6 milioni di euro, di cui 23,4 milioni derivanti dalla contribuenza montana
Bologna – Circa 3mila interventi realizzati nell’arco di due anni per mettere in sicurezza l’Appennino. Per la maggior parte si tratta di opere di bonifica sul reticolo idrografico minore (acque pubbliche), interventi di consolidamento dei versanti e di ripristino della viabilità, realizzati grazie a un investimento complessivo di 60,8 milioni di euro, di cui oltre 36,8 milioni (61%) derivanti dalla contribuenza montana e reinvestiti in opere di difesa del suolo.
È questo il bilancio del biennio 2023-2024 dell’attività dei Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna che operano nei comprensori montani, su una superficie di circa 12mila chilometri quadrati. Ai dati del biennio si affianca anche l’aggiornamento relativo al 2025: gli investimenti complessivi ammontano a 38,6 milioni di euro, di cui 23,4 milioni derivanti dalla contribuenza montana, pari all’85,45% complessivo.
I numeri sono stati presentati oggi a Langhirano, nel Parmense, nel Castello di Torrechiara, in occasione della Conferenza della montagna 2026, l’appuntamento annuale – indetto da Regione, Anbi (Associazione nazionale consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue) e Uncem (Unione nazionale dei comuni, comunità ed enti montani) – per fare il punto anche sullo stato di attuazione della legge regionale 7/2012. Una norma che impone agli enti di bonifica di destinare la quasi totalità delle risorse che derivano dalla riscossione dei tributi nelle aree montane alla progettazione, esecuzione, manutenzione ed esercizio di opere e interventi con funzione di presidio idrogeologico. Fa eccezione una piccola quota, rappresentata dalle spese per il funzionamento dei Consorzi stessi.
Alla Conferenza della montagna sono intervenuti la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, e gli assessori regionali Irene Priolo (Ambiente) e Davide Baruffi (Montagna e alle Aree interne). Presenti il presidente nazionale e regionale di Anbi, Francesco Vincenzi, e il presidente di Uncem Emilia-Romagna, Emanuele Ferrari.
“Le alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna in questi anni ci hanno insegnato che la prevenzione è il primo strumento di protezione civile- afferma la sottosegretaria Rontini-. Per questo la manutenzione del territorio, la regimazione delle acque e la cura della montagna non sono solo interventi ordinari, ma investimenti strategici per la sicurezza delle comunità. Il lavoro quotidiano dei Consorzi di bonifica, sostenuto dalla Regione attraverso una programmazione stabile, rappresenta un presidio fondamentale per ridurre le fragilità del territorio e rafforzarne la capacità di affrontare eventi meteorologici sempre più estremi”.
“La cura del territorio è una delle politiche ambientali più importanti che possiamo mettere in campo- sottolinea l’assessora Priolo-. La legge regionale che destina la quasi totalità della contribuenza montana agli interventi di bonifica e difesa del suolo ci consente di programmare opere diffuse, valorizzare il ruolo dei Consorzi e rafforzare un presidio fondamentale per la tutela dell’ambiente e dell’equilibrio idrogeologico. In quest’ottica rientrano anche le deliberazioni regionali sui servizi ecosistemici, che puntano a trasformare boschi, suoli e sistemi naturali da semplici oggetti di tutela a infrastrutture strategiche che producono valore ambientale, climatico e sociale. È una scelta che guarda al futuro: significa investire nella capacità dei territori di adattarsi agli effetti del cambiamento climatico, ridurre le fragilità e accompagnare la montagna con interventi costanti, programmati e capillari”
“La manutenzione del territorio è una condizione indispensabile per garantire qualità della vita, servizi e opportunità a chi vive e lavora in montagna- afferma l’assessore Baruffi-. Per questo crediamo che la coesione territoriale si costruisca sostenendo i territori più fragili, non riducendo le risorse a loro destinate. Mentre a livello nazionale molti Comuni montani sono stati penalizzati dalla riclassificazione, in Emilia-Romagna abbiamo scelto di rafforzare il nostro impegno, aumentando del 60% il Fondo regionale per la montagna e continuando a sostenere politiche fondate su cooperazione, solidarietà e sviluppo”.
“L’indice di pericolosità dei fenomeni di dissesto idrogeologico in Italia è in costante aumento vista la natura del nostro territorio e l’incidenza dei sempre più frequenti eventi estremi- afferma il presidente di Anbi e Anbi Emilia-Romagna, Francesco Vincenzi- in questo scenario l’Emilia Romagna si palesa come una delle realtà più fragili in cui la manutenzione capillare e la prevenzione risultano ormai imprescindibili per garantire la resilienza e la vivibilità dei territori , soprattutto quelli montani e collinari. I Consorzi di bonifica dell’Emilia Romagna svolgono un ruolo ormai essenziale e sussidiario per intervenire quando serve per mitigarne gli impatti più gravosi per la popolazione, molto spesso a sostegno delle amministrazioni locali e in partnership con la Regione Emilia-Romagna che ringraziamo. Il dato degli interventi degli ultimi anni dimostra chiaramente la rilevanza del nostro contributo alla tutela del territorio nella sua complessità”.
“L’impegno dei Consorzi di Bonifica, della Regione e di Uncem è coeso e molto costruttivo e credo che dimostri come sia fondamentale tenere insieme i territori a partire proprio dalle loro fragilità- sottolinea anche il presidente di Uncem Emilia-Romagna, Emanuele Ferrari-. Se noi siamo in grado di trasformare quelli che sono i limiti in risorse di consolidamento per costruire le future politiche di coesione territoriale e sociale, siamo all’altezza del nostro compito e riusciamo a innescare dei meccanismi di fiducia e di prospettive di sviluppo per i territori delle aree montane interne. Riteniamo strategico, come dimostra il lavoro delle Bonifiche, attivare relazioni costruttive con le aree urbane e di pianura, giocando nei prossimi anni la carta della politica “metro-montana”, per far sì che i territori montani siano sempre più e meglio manutenuti e che possano sviluppare le loro politiche in una logica di dialogo costruttivo con tutti gli altri territori”.
I Consorzi di bonifica
Sono otto i Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna: Consorzio di bonifica di Piacenza, Consorzio della bonifica Parmense, Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale, Consorzio della bonifica Renana, Consorzio della bonifica Burana, Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, Consorzio di bonifica della Romagna, Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara (quest’ultimo non opera in zona montana). L’ambito territoriale di montagna in cui operano i Consorzi dell’Emilia-Romagna ricade in due regioni (Emilia-Romagna e Toscana) per 1.178.600 ettari complessivi, di cui 81.590 in Toscana, e coinvolge 182 comuni in Emilia-Romagna e 15 in Toscana. L’ambito montano più esteso, in rapporto alla superficie complessiva del consorzio, appartiene al Consorzio della bonifica Parmense (69% della superficie) seguito dal Consorzio di Bonifica di Piacenza (60,7%). In assoluto, il territorio montano più esteso è quello della bonifica Parmense (2.245 chilometri quadrati) seguito dalla Renana (2.015 chilometri quadrati).
Nel corso del biennio 2023-2024 i Consorzi hanno realizzato in Appennino circa 3mila interventi, gestendo lavori per circa 60,8 milioni di euro. Numeri che comprendono anche le opere finanziate con le ordinanze commissariali, in seguito alle alluvioni e alle frane: circa 733 cantieri tra somme urgenze e urgenze, per circa 18,5 milioni nel biennio. Dal 2015 i Consorzi di bonifica hanno investito sul territorio montano circa 280 milioni di euro, di cui 171 milioni di risorse proprie della contribuenza. Nel biennio 2023-2024, almeno 247 interventi sono stati effettuati in aree protette, applicando le tecniche più sostenibili e nel rispetto di protocolli e prescrizioni specifiche che sempre più permeano l’attività consortile a sostegno della biodiversità.
Dal 2015 al 2025 la percentuale di fondi relativi alla contribuenza investita sul territorio è aumentata di 16,4 punti percentuali, passando dal 69,1%, nel 2015, all’85,45%, nel 2025. Le spese di funzionamento e tenuta catasto e riscossione, invece, sono diminuite complessivamente di circa l’8,1% nello stesso periodo. La tipologia di lavori più numerosa, dal 2018 al 2024, è rappresentata dai lavori stradali. Gli interventi più impegnativi riguardano le sistemazioni idrauliche e idrogeologiche, per circa il 33% degli investimenti, e i lavori stradali, per circa il 31%.
La contribuenza montana
Da manutenzione delle opere di bonifica montana a presidio idrogeologico sull’intero comprensorio montano. L’ampliamento del campo d’azione in Emilia-Romagna per i Consorzi di bonifica è stato reso possibile dalla riforma dell’utilizzo della contribuenza montana (legge regionale 7 del 2012). L’articolo 3 stabilisce infatti che l’introito derivante dalla contribuenza montana venga destinato alla progettazione, esecuzione, manutenzione ed esercizio delle opere e degli interventi di bonifica dei territori montani quale beneficio di presidio idrogeologico, fatta salva la quota proporzionale relativa alla copertura delle spese generali di funzionamento del Consorzio. Nel 2013 è stato formalizzato un apposito Protocollo d’intesa tra Regione Emilia-Romagna, Anbi e Uncem per la verifica e l’applicazione dell’articolo 3.
I dati relativi ai singoli Consorzi
Per ciascun Consorzio sono riportati la contribuenza montana, la quota destinata direttamente a opere e interventi sul territorio (indice IIFC) e gli investimenti complessivamente attivati, oltre al numero e alla tipologia degli interventi realizzati nel biennio 2023-2024.
Nel biennio 2023-2024 il Consorzio di bonifica di Piacenza ha realizzato 200 interventi nelle aree montane (99 nel 2023 e 101 nel 2024), dedicati alla manutenzione degli acquedotti rurali, alle sistemazioni idrogeologiche, alla manutenzione del reticolo idrografico secondario e della viabilità minore. Nel 2023 il Consorzio ha potuto contare su 2,2 milioni di euro di contribuenza montana e ha destinato direttamente a opere e interventi il 79,58% delle risorse, attivando investimenti complessivi per 2,4 milioni di euro. Nel 2024 la contribuenza è stata di 2,2 milioni di euro; il 59,66% delle risorse è stato impiegato direttamente sul territorio, con investimenti complessivi pari a 1,9 milioni di euro. Nel 2025, infine, il Consorzio ha potuto contare su 2,2 milioni di euro di contribuenza montana; la quota destinata direttamente agli interventi è salita al 65,16%, mentre gli investimenti complessivi hanno raggiunto 1,9 milioni di euro.
Il Consorzio della Bonifica Parmense ha realizzato 602 interventi nel biennio (290 nel 2023 e 312 nel 2024), dedicati soprattutto alle sistemazioni idrogeologiche, alla manutenzione del reticolo idrografico secondario e della viabilità minore. Nel 2023 la contribuenza montana è stata di circa 4 milioni di euro e l’83,97% delle risorse è stato destinato direttamente a opere e interventi, con investimenti complessivi di 3,9 milioni di euro. Nel 2024 la contribuenza è salita a 4,2 milioni di euro; la percentuale impiegata direttamente sul territorio ha raggiunto l’84,52%, mentre gli investimenti complessivi hanno toccato 4,3 milioni di euro. Nel 2025, con 4,4 milioni di euro di contribuenza montana, oltre il 93% delle risorse è stato destinato direttamente agli interventi, generando investimenti complessivi per 4,4 milioni di euro.
Il Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale ha eseguito 75 interventi nel biennio (40 nel 2023 e 35 nel 2024), rivolti principalmente alla messa in sicurezza del territorio attraverso sistemazioni idrogeologiche e manutenzione della rete idrografica secondaria e della viabilità minore. Nel 2023 la contribuenza montana è stata di 3,3 milioni di euro e l’84,23% delle risorse è stato destinato direttamente a opere e interventi, con investimenti complessivi di 3,8 milioni di euro. Nel 2024 la quota impiegata direttamente sul territorio ha sfiorato il 90% (89,49%), a fronte di una contribuenza di 3,3 milioni di euro e di investimenti complessivi pari a 3,5 milioni di euro. Nel 2025, con 3,5 milioni di euro di contribuenza montana, oltre nove euro su dieci sono stati destinati direttamente agli interventi (91,07%), contribuendo ad attivare investimenti complessivi per 5,8 milioni di euro.
Nel biennio 2023-2024 il Consorzio della Bonifica Burana ha realizzato 56 interventi (33 nel 2023 e 23 nel 2024), rivolti alla manutenzione e alla messa in sicurezza del territorio montano attraverso sistemazioni idrogeologiche, manutenzione del reticolo idrografico secondario e della viabilità minore. Nel 2023 la contribuenza montana è stata di 1,5 milioni di euro e l’85,46% delle risorse è stato destinato direttamente a opere e interventi, con investimenti complessivi di 2,2 milioni di euro. Nel 2024 la contribuenza è rimasta sostanzialmente stabile a 1,5 milioni di euro; la quota destinata direttamente ai lavori è salita all’86,64%, con investimenti complessivi dello stesso importo. Nel 2025, con 1,6 milioni di euro di contribuenza montana, la percentuale di risorse impiegate direttamente sul territorio ha raggiunto l’87,36%, mentre gli investimenti complessivi si sono attestati a 1,5 milioni di euro.
Il Consorzio della Bonifica Renana ha realizzato 97 interventi nel biennio (45 nel 2023 e 52 nel 2024), affiancando alle sistemazioni idrogeologiche e alla manutenzione del reticolo idrografico secondario e della viabilità minore anche interventi di valorizzazione ambientale e di gestione degli invasi. Nel 2023 il Consorzio ha potuto contare su 4,4 milioni di euro di contribuenza montana e ha destinato direttamente agli interventi l’81,02% delle risorse, attivando investimenti complessivi per 6 milioni di euro. Nel 2024, con una contribuenza di 4,5 milioni di euro, oltre l’85% delle risorse è stato impiegato direttamente sul territorio, mentre gli investimenti complessivi hanno raggiunto 6,1 milioni di euro. Nel 2025 la contribuenza è rimasta stabile a 4,5 milioni di euro; la quota destinata direttamente a opere e interventi si è attestata all’84,63%, con investimenti complessivi pari a 5,5 milioni di euro.
Il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale ha realizzato 723 interventi nel biennio (352 nel 2023 e 371 nel 2024), dedicati alla manutenzione degli acquedotti rurali, alle sistemazioni idrogeologiche, alla manutenzione del reticolo idrografico secondario e della viabilità minore. Nel 2023 la contribuenza montana è stata di 3,5 milioni di euro e il 76,48% delle risorse è stato destinato direttamente a opere e interventi, con investimenti complessivi di 4,7 milioni di euro. Nel 2024, a fronte di 3,7 milioni di euro di contribuenza, la quota impiegata direttamente sul territorio è salita al 78,52%, contribuendo ad attivare investimenti complessivi per oltre 11 milioni di euro. Nel 2025, con 3,8 milioni di euro di contribuenza montana, quasi l’80% delle risorse è stato destinato direttamente agli interventi (78,88%), mentre gli investimenti complessivi hanno superato i 12 milioni di euro.
Il Consorzio di bonifica della Romagna ha realizzato 1.258 interventi nel biennio (763 nel 2023 e 495 nel 2024), dedicati prevalentemente alle sistemazioni idrogeologiche e alla manutenzione del reticolo idrografico secondario e della viabilità minore. Nel 2023 la contribuenza montana è stata di 3,3 milioni di euro e l’81,18% delle risorse è stato impiegato direttamente per opere e interventi, con investimenti complessivi di 3,9 milioni di euro. Nel 2024 la contribuenza è salita a 3,5 milioni di euro; la percentuale destinata direttamente al territorio ha raggiunto l’81,49%, mentre gli investimenti complessivi hanno toccato 5,5 milioni di euro. Nel 2025, con una contribuenza sostanzialmente invariata (3,5 milioni di euro), oltre il 90% delle risorse è stato destinato direttamente agli interventi (90,27%), attivando investimenti complessivi per 3,6 milioni di euro.
