Di Luca Franceschi
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Il governo Meloni continua a portare avanti una linea rigorosa nei confronti dei cittadini stranieri che violano le leggi italiane. A dimostrazione di questo orientamento, è stato effettuato il rimpatrio di un cittadino bengalese residente a Monfalcone, il quale era stato condannato per aver commesso violenze ripetute nei confronti della moglie, colpendola con schiaffi e pugni al volto, anche durante la gravidanza.
Secondo quanto comunicato dal deputato di Fratelli d’Italia Sara Kelany, responsabile del dipartimento immigrazione del partito, questo caso rappresenta un messaggio esplicito sulla tolleranza zero adottata dall’esecutivo nei confronti di chi non rispetta le regole e i valori della Repubblica.
I numeri parlano chiaro sul cambio di rotta rispetto al passato. Nel corso della prima metà del 2026, il governo ha effettuato quasi cinquemila rimpatri di cittadini stranieri. Per avere un termine di paragone significativo, questo numero supera di circa mille unità la totalità dei rimpatri realizzati durante l’intero anno 2021, periodo in cui a guidare il Paese era un governo di orientamento progressista.
Kelany sintetizza la strategia dell’esecutivo in un’affermazione che riassume l’approccio complessivo: oggi in Italia uno straniero che delinque o non rispetta le norme previste dal sistema legale viene espulso dal territorio nazionale. Questo rappresenta un cambio drastico rispetto alle politiche precedenti e sottolinea l’intenzione dell’attuale governo di applicare con fermezza le disposizioni in materia di immigrazione e ordine pubblico.
