(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Biodiversità e clima: la Basilicata in cattedra in Europa.
Si è conclusa a Magonza (Mainz), in Germania, l’intensa tre giorni di approfondimento e confronto internazionale sul tema ‘Natura 2000 e i cambiamenti climatici’. Un’iniziativa di altissimo profilo promossa direttamente dalla Commissione europea e rivolta in modo selettivo agli uffici nazionali e regionali responsabili della tutela della natura nel Continente.
Un appuntamento cruciale, focalizzato sull’applicazione pratica delle nuovissime linee guida comunitarie, che ha visto la Regione Basilicata protagonista: su esplicita indicazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’Ufficio Parchi lucano ha rappresentato l’Italia in questo delicato consesso strategico, insieme ai soli omologhi delle Regioni Sicilia e Friuli Venezia Giulia.
A portare il contributo della Direzione Generale dell’Ambiente, del Territorio e dell’Energia della Regione Basilicata è stato il dottor Vito Orlando, il quale ha illustrato alla platea europea le esperienze d’avanguardia in corso nel territorio lucano. Al centro della relazione, due dossier di stringente attualità ed elevato impatto tecnico: lo sviluppo e la pianificazione delle ‘Infrastrutture verdi’ come reti ecologiche di resilienza, e il monitoraggio e contrasto agli effetti dei climate change sull’erosione costiera, un fenomeno che vede il dipartimento lucano fortemente impegnato nella ricerca di soluzioni di ingegneria naturalistica e sostenibile.
L’evento di Magonza si è articolato attraverso una formula dinamica e operativa, alternando sessioni plenarie, discussioni moderate, gruppi di lavoro tematici e l’analisi di casi concreti direttamente sul campo. L’obiettivo primario dell’Unione Europea è supportare gli Stati membri nello sviluppo di una visione comune e flessibile per la salvaguardia della Rete Natura 2000.
La sfida è rendere gli obiettivi di conservazione della biodiversità capaci di adattarsi dinamicamente ai mutamenti climatici in atto, garantendo la flessibilità necessaria a proteggere gli habitat senza bloccare lo sviluppo sostenibile delle comunità locali. Il focus lucano sulle infrastrutture verdi e blu e sulle strategie di mitigazione costiera ha riscosso un forte interesse, confermando la Basilicata come un laboratorio a cielo aperto e un interlocutore autorevole, capace di tradurre le direttive di Bruxelles in azioni concrete a difesa del capitale naturale e della biodiversità.
