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QUESTURA DI ROMA * : «PONTE MILVIO, IL SEQUESTRO PER IL DEBITO DI 9 MILA EURO, ARRESTATO IL 3° COMPLICE ESTRADATO DALL’ANDALUSIA»

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07.01 - lunedì 18 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Era riuscito a far perdere le proprie tracce rifugiandosi nella cittadina di Cadice, in Spagna. L’uomo, un ventiseienne romano, è stato individuato dalla Polizia di Stato all’esito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma.

L’attività investigativa origina dal sequestro di un giovane romano, avvenuto nella notte del 23 dicembre 2022 all’esterno di un ristorante giapponese in viale di Tor di Quinto. L’episodio, per le modalità esecutive, aveva immediatamente orientato gli investigatori della Squadra Mobile capitolina verso un contesto criminale strutturato.

Dopo aver aspettato che la vittima uscisse dal locale, alcuni uomini la avevano accerchiata ed aggredita, per poi costringerla a salire all’interno di una delle auto che avevano al seguito. L’intervento immediato degli investigatori della Squadra Mobile aveva consentito di rintracciare e di liberare l’ostaggio nel giro di poche ore.

La meticolosa attività investigativa, avviata a seguito della denuncia sporta da quest’ultimo, aveva consentito di stringere progressivamente il cerchio intorno ad alcuni soggetti immortalati dalle immagini di videosorveglianza dell’esercizio, poi riconosciuti come gli autori materiali della brutale aggressione.

Il quadro indiziario raccolto a carico degli indagati si era quindi cristallizzato nel febbraio 2024, con l’arresto di un romano di 22 anni e un venticinquenne di origini dominicane. Gli ulteriori riscontri tecnici successivi hanno consentito di ricostruire l’operatività del commando, strutturato su un assetto piramidale con ruoli ben definiti.

La funzione di “vertice” dell’organizzazione sarebbe stata rivestita dal ventiduenne arrestato, che, rivendicando un presunto debito legato ad un traffico di stupefacenti, avrebbe “architettato” il rapimento, per poi riscuotere -a titolo di corrispettivo per la liberazione- una somma di oltre 9.000 euro.

Riconosciuti i gravi indizi di colpevolezza raccolti a loro carico dagli inquirenti, il GIP presso il Tribunale di Roma ha emesso un’ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare in carcere.

Le successive indagini degli investigatori della Squadra Mobile hanno consentito di completare il puzzle investigativo, individuando nell’odierno indagato il terzo componente del raid del dicembre 2022. L’uomo, che era riuscito ad allontanarsi dal territorio nazionale con dei documenti contraffatti, aveva trovato rifugio nella città andalusa di Cadice, dove è stato rintracciato ed arrestato grazie alla collaborazione con il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia – Divisione S.I.R.E.N.E. ed il collaterale organo di Polizia Spagnolo, in esecuzione del mandato di arresto europeo emesso nei suoi confronti.

L’azione investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma, si è conclusa con l’estradizione in Italia del ventiseienne romano, che è stato preso in consegna dagli agenti della Squadra Mobile e della Polaria di Fiumicino. Al termine delle formalità di rito, è stato associato in carcere, dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. È ora gravemente indiziato del reato di sequestro di persona a scopo di estorsione.

Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

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