(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Scale mobili trasformate in trappole di distrazione, corridoi della metropolitana utilizzati come corsie di fuga e hub mobili della droga a ridosso delle stazioni: sono gli escamotage neutralizzati dagli agenti del nucleo PolMetro della Polizia di Stato che, negli ultimi giorni, hanno arrestato sei persone ora gravemente indiziate, a diverso titolo, dei reati di rapina, furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il primo episodio è stato intercettato tra via Cavour e l’area della Basilica di Santa Maria Maggiore, dove due giovani borseggiatori romeni si muovevano come una coppia perfettamente sincronizzata: uno individuava le potenziali vittime, l’altro svolgeva funzione di vedetta a distanza. Dopo un primo tentativo fallito ai danni di una turista, i due hanno ripiegato su un anziano, tentando di aprirgli lo zaino “schermati” dal flusso di persone presenti. Il blitz degli agenti ha interrotto l’azione e per entrambi sono scattate le manette per tentato furto aggravato in concorso.
Lo stesso istinto predatorio è emerso tra la fermata “Colosseo” e via dei Fori Imperiali, dove un cittadino romeno avrebbe sfruttato il classico effetto ad imbuto generato dalla folla per immettersi nel flusso e sottrarre un telefono cellulare ad una turista con la tecnica dello “spintone”. La refurtiva è stata recuperata dagli agenti pochi istanti dopo e l’uomo è stato arrestato per furto con destrezza.
A Termini, invece, due complici avrebbero tentato di bloccare una scala mobile per rallentare i movimenti delle vittime e creare una “finestra operativa” utile ad impossessarsi di 1.600 euro custoditi in un borsello. Il piano è però saltato e la fuga, tra banchine e corridoi turistici, si è conclusa con l’arresto del presunto autore materiale.
Un’ulteriore azione predatoria è stata neutralizzata lungo una linea autobus diretta verso l’area della Basilica di San Pietro, dove un gruppo avrebbe messo in scena una manovra coordinata: una donna simulava la caduta del cellulare per ostacolare la vittima, mentre una complice le sottraeva il portafoglio, poi rapidamente passato ad un terzo soggetto. Le successive attività investigative hanno consentito di identificare uno dei componenti del gruppo e di fermare il suo tentativo di fuga tra i turisti.
Sul fronte del drug dealing, l’attenzione degli operatori si è concentrata nei pressi della fermata Cipro, dove un’auto noleggiata, ingranando la marcia alla vista delle divise della polizia, ha tentato di sottrarsi al controllo. All’interno del veicolo è stato stanato un hub mobile ricavato nel cruscotto, apribile con un cacciavite. Al suo interno, in un calzino, sono stati rinvenuti diversi involucri, tra crack e cocaina, e materiale per il confezionamento. Le successive indagini hanno consentito di riscontrare elementi ritenuti compatibili con un’attività di drug delivery, supportata dal continuo flusso di chiamate e sms sullo smartphone trovato nella disponibilità del conducente. Per quest’ultimo, un ventottenne di origini albanesi, è scattato l’arresto per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità giudiziaria.
Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
