Di Luca Franceschi
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Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea Federazione di Milano interviene sulla sentenza relativa alla vicenda “Torre Milano” che ha escluso la rilevanza penale dei comportamenti contestati. L’organizzazione politica sottolinea l’importanza di mantenere una chiara distinzione tra il piano giudiziario e quello politico, affermando che mentre la sentenza merita pieno rispetto e non spetta alla politica sostituirsi ai tribunali, questo verdetto non implica automaticamente la correttezza delle azioni messe in atto.
Come evidenzia Nadia Rosa, Segretaria PRC-SE Federazione di Milano, l’assenza di rilevanza penale non equivale a giudizio favorevole sulle scelte effettuate. Secondo la sua valutazione, rimane da analizzare se i comportamenti in questione siano stati effettivamente giusti, utili all’interesse pubblico o vantaggiosi per la comunità cittadina.
La federazione milanese mantiene aperta una critica politica nei confronti del modello di sviluppo urbano che ha caratterizzato la trasformazione della città negli ultimi anni. In particolare, contesta un sistema che ha affidato un ruolo centrale al mercato e alla rendita immobiliare, generando enormi profitti per una ristretta cerchia di soggetti a fronte di una città progressivamente più costosa, esclusiva e inaccessibile per la maggior parte della popolazione.
Rosa evidenzia le conseguenze concrete di questo modello di governance: migliaia di famiglie incontrano difficoltà nel trovare abitazioni a prezzi sostenibili, i giovani che lavorano a Milano non riescono più a vivervi, e le disuguaglianze tra chi beneficia della valorizzazione immobiliare e chi ne subisce gli effetti negativi continuano ad aumentare.
Per il PRC-SE, la questione centrale rimane intrinsecamente politica e riguarda quale interesse deve guidare l’amministrazione della città. La domanda che resta aperta è se Milano debba essere governata privilegiando gli investitori o i cittadini e le cittadine.
Sebbene la sentenza chiuda un capitolo dal punto di vista giudiziario, essa non conclude il dibattito relativo al modello di città che si intende costruire. Il cosiddetto “Sistema Milano” potrebbe non configurare un reato secondo le norme penali, ma il giudizio politico sui risultati da esso prodotti rimane intatto e, per molti milanesi, assume connotati profondamente critici.
