Di Luca Franceschi
///
Le raccomandazioni diffuse da Bruxelles nell’ambito del semestre europeo rappresentano una sonora smentita alla propaganda del governo Meloni. È quanto sostiene il deputato e vicepresidente del Movimento 5 Stelle Michele Gubitosa, che analizza con durezza il quadro tracciato dall’Unione Europea sulla situazione lavorativa italiana.
Secondo Gubitosa, l’Europa boccia senza appello la qualità del lavoro nel nostro Paese, definita “scarsa” dal punto di vista strutturale. I salari restano fermi, i diritti dei lavoratori non progrediscono e la disparità di genere continua a rappresentare un problema irrisolto.
Particolarmente critico è il dato sui contratti a tempo determinato, dove l’Italia mantiene una delle quote più elevate dell’intero continente. Un insieme di fattori che, secondo il vicepresidente pentastellato, configura un vero e proprio fallimento delle politiche del governo.
Da anni, denuncia Gubitosa, l’esecutivo formato da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia nasconde i propri insuccessi dietro una narrazione distorta, presentando i dati sull’occupazione come la soluzione di ogni problema. Una strategia che il deputato definisce una menzogna consapevole, ora smascherata dalle valutazioni europee.
Per il Movimento 5 Stelle la strada da percorrere è completamente diversa. Servono interventi strutturali per garantire un lavoro di qualità, a partire da stipendi più dignitosi attraverso l’introduzione del salario minimo legale.
Tra le priorità indicate da Gubitosa figura anche la lotta ai contratti pirata, quelli sottoscritti da sigle sindacali non rappresentative che offrono tutele inferiori agli standard.
Fondamentale sarebbe inoltre l’introduzione di un congedo paritario, strumento essenziale per consentire alle donne di sviluppare pienamente le proprie opportunità di carriera, superando le disparità che ancora penalizzano l’universo femminile nel mondo del lavoro.
Il vicepresidente del M5S conclude prospettando un cambio di rotta che il suo movimento intende realizzare una volta terminata l’esperienza dell’attuale esecutivo.
