Di Luca Franceschi
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# Arrestato un imprenditore agricolo in Romagna per caporalato
Un imprenditore è stato arrestato in Romagna con l’accusa di caporalato. L’uomo reclutava manodopera costituita da lavoratori immigrati da impiegare nel settore agricolo, pagandoli a soli 5 euro all’ora. I dipendenti venivano trasportati presso le aziende agricole utilizzando furgoni pericolosamente sovraccarichi, una pratica che richiama i metodi storicamente impiegati dai caporali nel bracciantato pugliese.
La situazione dello sfruttamento lavorativo in agricoltura persiste in modo diffuso su tutto il territorio nazionale, dal Nord al Sud della penisola. I lavoratori stranieri e le lavoratrici italiane impiegate in questo settore si trovano frequentemente vittime di sfruttamento sistematico, con casi che raggiungono i livelli della riduzione in schiavitù, specialmente quando riguardano migranti. La violazione dei diritti fondamentali, delle norme contrattuali e dei contratti nazionali di lavoro è diventata una pratica ordinaria, mentre i salari rimangono inadeguati rispetto al costo della vita.
Il controllo sindacale appare totalmente inefficace, poiché ai rappresentanti dei sindacati viene impedito l’accesso alle aziende agricole per entrare in contatto con i lavoratori. Solo le forze dell’ordine e gli ispettori del lavoro possono svolgere verifiche, ma il loro numero risulta estremamente insufficiente. Le dotazioni organiche sarebbero dovute aumentare di circa 6000 unità, ma nessuna manovra finanziaria governativa ha previsto le risorse necessarie per questo ampliamento.
Gli ispettori del lavoro possiede gli strumenti legali per verificare la conformità dei rapporti occupazionali, applicare sanzioni agli imprenditori che sfruttano i dipendenti e garantire ai lavoratori il versamento delle retribuzioni secondo le tariffe stabilite dai contratti. Un’applicazione rigorosa di queste misure porterebbe benefici anche al sistema fiscale. La normativa che stabilisce la responsabilità delle aziende nell’utilizzo del caporalato esiste da diversi anni. Lo Stato deve semplicemente provvedere all’applicazione effettiva e integrale della legge.
