Di Luca Franceschi
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Rifondazione comunista scende in piazza ad Amendolara per protestare contro lo sfruttamento dei lavoratori migranti. Il segretario nazionale Maurizio Acerbo e il responsabile immigrazione Stefano Galieni hanno annunciato la loro partecipazione alla manifestazione nazionale indetta dalla Flai Cgil, definendo inaccettabile la tragedia dei giovani braccianti morti bruciati vivi in un minivan.
I rappresentanti del partito comunista denunciano come le campagne xenofobe e razziste della destra servano a mascherare un sistema strutturale di esclusione e ricatto che consegna milioni di lavoratori immigrati al caporalato e allo schiavismo, fenomeni diffusi sia al sud che al nord del paese. Secondo Acerbo e Galieni, la legislazione sui flussi migratori risulta perfettamente funzionale al sistema mafioso che gestisce le forme più criminali nel mercato del lavoro.
La posizione di Rifondazione è chiara: occorre abolire la legge Bossi-Fini e attivare immediatamente controlli capillari sui territori. Il partito sottolinea inoltre che dietro l’operato dei caporali ci sono sempre padroni italiani, un aspetto che non deve essere mai dimenticato nella valutazione della responsabilità complessiva del fenomeno.
La denuncia si estende anche all’assenza di iniziative concrete da parte delle istituzioni. Governo, regioni e comuni non hanno attuato controlli e ispezioni sistematiche, non hanno organizzato i trasporti e non hanno garantito il diritto all’alloggio, all’accesso alla sanità e al rispetto delle norme contrattuali. Secondo gli esponenti comunisti, i 200 milioni di euro stanziati dal Pnrr per affrontare questa situazione di sfruttamento disumano non sono stati neppure utilizzati.
