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PRC – PARTITO RIFONDAZIONE COMUNISTA: «RIFONDAZIONE: MONTANARI HA DETTO LA VERITÀ SU MELONI»

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11.15 - lunedì 4 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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Tomaso Montanari, intervenendo sul palco del Primo Maggio a Taranto, ha pronunciato una valutazione nei confronti di Giorgia Meloni che Rifondazione Comunista ritiene corretta e difficilmente contestabile. L’intellettuale ha infatti espresso un giudizio che l’organizzazione condivide pienamente, non trovando nulla di inappropriato nel definire fascisti Meloni e i suoi compagni politici, così come nell’accostare la premier alla figura di Benito Mussolini, il cui busto è orgogliosamente conservato in casa dal Presidente del Senato La Russa.

La traiettoria politica della premier offre ampia documentazione di questo legame ideologico. Nel corso degli anni Meloni ha infatti celebrato Mussolini e Jorge Rafael Almirante, ha fondato un movimento politico che utilizza come simbolo la fiamma che caratterizzava il neofascismo e i reduci della Repubblica di Salò, quel fuoco che secondo la simbologia della destra radicale continua ad ardere dalla tomba del duce.

Gli esponenti del partito meloniano hanno condotto una campagna sistematica volta a delegittimare la Resistenza e la memoria dell’antifascismo italiano, tentando ripetutamente di rivalutare figure del fascismo storico. Un esempio emblematico è rappresentato dal monumento dedicato a Rodolfo Graziani, criminale di guerra responsabile di eccidi di migliaia di civili in Etiopia, finanziato con i fondi della Regione Lazio e realizzato da amministratori del partito meloniano. A Graziani era stato attribuito il significativo soprannome di “macellaio” proprio per la gravità dei crimini commessi.

Dal punto di vista ideologico, il movimento guidato da Meloni non si proclama apertamente antifascista e ha costruito la propria ascesa politica mediante la propaganda xenofoba e razzista. Inoltre, Meloni aderisce pienamente all’ultradestra internazionale che vede come riferimenti figure quali Trump, Netanyahu, Milei e Bolsonaro, sebbene recentemente i sondaggi l’abbiano costretta a compiere qualche passo indietro da queste alleanze ideologiche.

Secondo Rifondazione Comunista, risulta pertanto incomprensibile la scelta del sindaco di Taranto Bitetti di criticare Montanari per aver dato voce all’Italia antifascista che difende gli insegnamenti costituzionali. Tale reazione non sorprende, considerando che Bitetti ha iniziato il proprio percorso politico con Cito e successivamente ha militato nel centrodestra insieme a ex-missini all’interno dell’Udc.

Per questa ragione appare strumentale la qualificazione operata dal Corriere della Sera della critica del sindaco centrista a Montanari come proveniente “da sinistra”. La medesima osservazione vale per l’ex-renziano Nardella, il quale ha ritenuto opportuno spiegare a Montanari che Meloni si distinguerebbe nel dibattito pubblico per il suo focus su temi economici e sociali.

Rifondazione Comunista ricorda a Nardella che Montanari, contrariamente a personalità come lui, ha mantenuto coerentemente una posizione a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori nel corso di tutta la sua attività intellettuale e civile.

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