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PRC – PARTITO RIFONDAZIONE COMUNISTA: «PIANO CASA: TANTI ANNUNCI, POCHE RISPOSTE.»

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12.20 - lunedì 8 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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Il governo Meloni presenta il suo Piano Casa come soluzione all’emergenza abitativa che affligge il Paese, ma l’analisi dei provvedimenti rivela misure insufficienti e una concezione della casa come bene commerciale piuttosto che come diritto fondamentale.

Tra gli interventi previsti figura la possibilità di cedere parte del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, una scelta che comporta il rischio di diminuire ulteriormente gli alloggi popolari disponibili, in un momento in cui crescono le famiglie in difficoltà economiche e si allungano le liste d’attesa per accedere a una casa pubblica. Il piano prevede anche il recupero di 60.000 alloggi ERP inutilizzati, un proposito che appare interessante sulla carta ma che con le risorse effettivamente destinate risulta realizzabile solo per metà di questi immobili.

Desta particolare preoccupazione il capitolo dedicato agli sfratti, che l’esecutivo rende progressivamente più agevoli attraverso ogni intervento normativo che introduce. A questo si aggiunge l’istituzione di un fondo destinato alla morosità incolpevole, finanziato però in parte mediante i canoni pagati dagli inquilini stessi, con la conseguenza di sottrarre risorse che potrebbero andare a beneficio della manutenzione e del consolidamento del sistema abitativo pubblico.

Le indagini e gli studi condotti dalle associazioni inquilinari evidenziano che gli sfratti continuano a essere generati principalmente dalla morosità e dalla crescente competizione del mercato immobiliare, complicata dalla diffusione degli affitti di breve durata e dalla contrazione dell’offerta di abitazioni con canone accessibile.

Suscita notevole inquietudine anche l’attribuzione a operatori privati della realizzazione di alloggi popolari “a canoni calmierati”, manifestazione della persistente assenza di una programmazione seria e di un deciso intervento della mano pubblica. Il Piano Casa conferma dunque un orientamento politico ben definito: favorire i meccanismi della rendita e della speculazione immobiliare piuttosto che tutelare il diritto all’abitazione.

Il Partito della Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti continuano a sostenere la necessità di una politica abitativa profondamente diversa: un ampio programma nazionale di costruzione di edilizia residenziale pubblica, il recupero e il rinnovamento del patrimonio esistente escluse privatizzazioni, il finanziamento duraturo dei fondi per l’aiuto all’affitto e alla morosità incolpevole, il contrasto alla speculazione immobiliare e l’assicurazione del diritto al passaggio da una casa all’altra per coloro che versano in condizioni di vulnerabilità economica e sociale.

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