Di Luca Franceschi
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Le dichiarazioni rilasciate in aula dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in merito alla questione israeliana confermerebbero, secondo il segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, una chiara complicità con il governo Netanyahu e le sue azioni. Le posizioni espresse dalla Presidente evidenzierebbero un atteggiamento che Acerbo definisce problematico rispetto alla gestione del conflitto mediorientale.
Mentre lo Stato di Israele prosegue, secondo Acerbo, con operazioni militari a Gaza, mantiene un’occupazione che viene definita illegale sui territori palestinesi e autorizza la costruzione di insediamenti nei quali troverebbero dimora coloni, il governo italiano sostiene che sarebbe pericoloso per la pace procedere all’isolamento di questo stato. Inoltre, vengono denunciate azioni quali il bombardamento di strutture dell’Onu, interventi sul territorio libanese e iraniano.
L’esecutivo guidato da Meloni ha posto il proprio veto rispetto alla sospensione dell’accordo commerciale tra l’Unione Europea e Israele, continuando a mantenere relazioni normali con il governo Netanyahu. Secondo l’esponente della Rifondazione Comunista, ciò deriverebbe da un legame particolarmente solido esistente tra la compagine governativa italiana e la destra politica israeliana.
Acerbo solleva inoltre una questione di coerenza politica, evidenziando come il ragionamento secondo il quale l’isolamento di Israele rappresenterebbe un pericolo per la pace non verrebbe applicato con la medesima logica a proposito della Russia, configurando quella che definisce come un inaccettabile doppiopesismo nelle relazioni internazionali.
In conclusione, il segretario nazionale della Rifondazione Comunista sostiene che l’atteggiamento del governo italiano nei confronti della questione israeliana rappresenta un disonore per il Paese.
