Di Luca Franceschi
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Il Partito della Rifondazione Comunista esprime una ferma condanna nei confronti della decisione assunta dal Consiglio d’Europa, che ha disposto l’esclusione dei disertori ucraini dalla proroga della protezione umanitaria. Secondo quanto denunciato dal partito, tale scelta rappresenta un provvedimento definito come “osceno”, poiché colpisce coloro che fuggono dal conflitto in corso nel territorio ucraino.
La decisione di ieri ha prolungato fino al 4 marzo del 2028 la possibilità di ricevere protezione umanitaria speciale in Europa per i cittadini ucraini in fuga dalla guerra. Tuttavia, questa proroga contiene un’esclusione significativa: come riportato nel comunicato ufficiale del Consiglio d’Europa, i governi dell’Unione Europea hanno stabilito che la protezione temporanea verrà concessa esclusivamente a coloro che adempiono agli obblighi militari in Ucraina, di fatto escludendo tutti coloro ritenuti idonei al servizio militare nella fascia d’età compresa tra i 23 e i 60 anni.
Rifondazione Comunista sostiene che il provvedimento persegue l’obiettivo di favorire il reclutamento militare, fenomeno che si starebbe intensificando attraverso modalità sempre più coercitive, compresa la ricerca attiva di uomini nelle città e nei villaggi ucraini.
Nel momento in cui l’Unione Europea chiude i propri confini agli uomini ucraini in età da combattimento, costringendoli a continuare a versare il proprio sangue secondo quanto il partito definisce come “per la NATO”, il presidente ucraino Zelenskyy ha conferito a Ursula von der Leyen l’Ordine d’Europa, gesto che il partito interpreta come simbolicamente significativo.
Rifondazione Comunista sottolinea come la solidarietà europea verso il popolo ucraino si sia tradotta concretamente in quattro anni e mezzo caratterizzati da quello che il partito definisce come “inutile strage”, con il bilancio di vittime che continua ad accumularsi per il perseguimento di quella che viene descritta come una “vittoria impossibile”.
Il partito ribadisce la propria posizione storica, affermando che sin dall’inizio del conflitto ha sostenuto come l’unica forma autentica di solidarietà verso il popolo ucraino sarebbe consistita nell’impegnarsi per aprire tavoli di negoziazione e mediazione diplomatica.
Secondo Rifondazione Comunista, la violazione delle convenzioni internazionali risulta palese, ma non rappresenta un ostacolo per coloro che, mossi dai propri profitti e interessi economici, ritengono necessario evitare il ricorso alla diplomazia per altri due anni ancora.
Il partito conclude affermando la propria solidarietà incondizionata verso tutti i disertori da qualsiasi guerra, indipendentemente dalla divisa militare che possano aver indossato.
