Di Luca Franceschi
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Da circa una settimana viene portata avanti una campagna di carattere vittimistico secondo cui il magistrato Nicola Gratteri avrebbe minacciato un giornalista de Il Foglio, al quale si sarebbe rifiutato di rilasciare dichiarazioni. Tuttavia, l’audio diffuso dalla testata diretta da Giuliano Ferrara smentisce completamente gli attacchi mossi contro Gratteri, anche se il giornale tende a lasciar intendere il contrario.
Nel registrato audio, Gratteri afferma: “Se volete continuare a speculare, a diffamare voi del Foglio fate pure. Dopo il referendum tireremo la rete e faremo i conti”. Si tratta di una dichiarazione assolutamente legittima, che rappresenta il diritto di qualsiasi cittadino di fronte alla diffamazione. La domanda che sorge spontanea è: un magistrato non ha forse il diritto di querelare o richiedere un risarcimento per essere stato diffamato?
L’intera potente struttura mediatica e social della destra sta riprendendo e amplificando quello che viene presentato come uno scoop de Il Foglio, ma che in realtà costituisce una semplice fake news. Per questo motivo, è opportuno esprimere solidarietà a Nicola Gratteri e denunciare la macchina del fango della destra, che manifesta una chiara selettività nel suo operato. Infatti, mentre si attacca il magistrato, rimangono al loro posto personalità come Del Mastro e Bartolozzi, che pure potrebbero meritare attenzione mediatica ben diversa.
Tutti coloro che si professano garantisti dovrebbero unirsi nel denunciare questo meccanismo strumentale che caratterizza l’operato della destra nel panorama italiano.
