(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Consiglio dell’Unione Europea ha pubblicato i risultati conseguiti dalla “Priorità High Risk Criminal Netwworks (HRCN)”, progettualità europea dedicata al contrasto alle organizzazioni criminali che pongono i maggiori rischi per la sicurezza dell’UE.
Sviluppata nell’ambito dell’iniziativa EMPACT, strumento di punta dell’UE nella lotta alle forme più gravi di criminalità, nel biennio 2024-2025 la Priorità HRCN è stata guidata dall’Italia che – attraverso il Dipartimento di Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale della Polizia Criminale del Ministero dell’Interno – ha coordinato l’implementazione di 32 Azioni Operative, ognuna delle quali focalizzata su specifici gruppi criminali e connessi fenomeni emergenti.
L’impulso impresso dalla guida italiana ha portato, nel periodo considerato, all’avvio di 977 indagini internazionali e all’organizzazione di 171 operazioni congiunte di polizia (Action Days), che hanno consentito, tra l’altro:
l’arresto di 1.279 persone;
il sequestro di circa 27 tonnellate di vare tipologie di droghe, di cui oltre 14 di cocaina;
il sequestro di più di 9 milioni di euro in contanti e oltre 82 milioni in cripto valute.
All’iniziativa hanno aderito Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza, ovvero forze di polizia e autorità giudiziarie di 50 Paesi (i 27 Stati Membri e 23 Paesi extra-UE), supportati – in chiave multidisciplinare – da Europol, istituzioni ed agenzie europee, organizzazioni internazionali, enti accademici e partner privati. Altresì, è stata avviata una collaborazione sinergica con altri progetti internazionali di contrasto al crimine organizzato, tra cui, ad esempio, EU4FAST, EU ACT, I-CAN ed @ON, dove l’Italia ricopre un ruolo chiave.
L’obiettivo principale è stato evitare una risposta frammentata e disomogenea a minacce che interessano l’intero territorio europeo, definendo un approccio condiviso in grado di andare oltre la collaborazione limitata a singole attività di indagine. Pertanto, oltre alle operazioni di polizia sul campo, questa iniziativa ha promosso lo scambio di esperienze investigative, la condivisione di informazioni per l’analisi dei fenomeni criminali e l’organizzazione di attività formative congiunte, tradottesi in:
399 rapporti di analisi criminale, con particolare riferimento all’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale;
128 tra conferenze, meeting strategici e workshop tematici;
13 corsi di formazione specialistica, organizzati con il supporto dell’agenzia europea CEPOL.
Nel ciclo 2026-29 la priorità è stata confermata assumendo il nome MTCNI The Most Threatening Criminal Networks and Individuals, e /l’ITALIA assumerà di nuovo la Direzione delle azioni operative con l`inizio della presidenza UE nel 2028.
Il direttore dello SCIP – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, Dirigente Superiore della Polizia di Stato Lorenzo Bucossi, analizzando i dati ha dichiarato: “I risultati di questa iniziativa confermano l’importanza e il valore della cooperazione europea nella lotta alla criminalità organizzata. Questo successo sprona le Forze di Polizia italiane a proseguire con determinazione verso un approccio sempre più condiviso e strutturato, superando la logica degli interventi isolati per dare vita a una strategia comune e vincente.”.
Il Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza e Direttore Centrale della Polizia Criminale, Prefetto Raffaele Grassi ha affermato: “Esportiamo, in Europa, la nostra expertise in materia di contrasto alla grande criminalità, offrendo le conoscenze ed esperienze delle Forze di polizia italiane nel quadro di una cornice d’intervento che richiede dispositivi sempre più performanti e connessi con l’obiettivo di eradicare le penetrazioni della malavita organizzata nei circuiti europei.”.
