Di Luca Franceschi
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Alessandro Zan, responsabile Diritti nella segreteria nazionale del Pd ed europarlamentare, ha espresso forti critiche nei confronti delle dichiarazioni rilasciate dalla sindaca di Rovigo Valeria Cittadin in merito al primo Pride cittadino. Secondo Zan, le parole della sindaca risultano gravissime, offensive e irresponsabili poiché ripropongono stereotipi dannosi nei confronti della comunità LGBTQIA+.
In particolare, Zan ha contestato l’affermazione che il Pride costituisca “una forma di provocazione ideologica, di esibizionismo e spettacolarizzazione”. Tale caratterizzazione, ha sottolineato l’europarlamentare, rappresenta la riesumazione di quei pregiudizi che hanno storicamente colpito le persone LGBTQIA+, alimentando stigma, esclusione e discriminazioni diffuse nella società.
Secondo il comunicato, il Pride rappresenta una manifestazione legittima volta a promuovere l’uguaglianza reale di tutte le cittadine e i cittadini. Per questa ragione, le istituzioni dovrebbero supportarla senza alcuna ambiguità o esitazione.
Zan ha inoltre sottolineato l’incongruità dell’affermazione della sindaca secondo la quale “i pregiudizi nel 2026 non sono più nella mente di nessuno”. L’europarlamentare ha evidenziato come l’Italia continui a perdere posizioni nelle classifiche internazionali relative ai diritti della comunità LGBTQIA+ e come il Paese debba affrontare quotidianamente episodi di aggressioni e discriminazioni motivate dall’odio.
In conclusione, Zan ha rivolto un appello diretto ai vertici dei partiti del centrodestra, chiedendo a Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega di prendere immediatamente le distanze dalle dichiarazioni della sindaca. Ha inoltre avvertito che il silenzio di fronte a esternazioni così gravi rappresenterebbe la conferma di una destra che continua a considerare le persone LGBTQIA+ come un bersaglio piuttosto che come cittadini meritevoli degli stessi diritti di tutti gli altri.
