Di Luca Franceschi
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Alessandro Zan, responsabile Diritti nella segreteria nazionale ed europarlamentare del Partito Democratico, denuncia una campagna che ritiene profondamente problematica lanciata da Fratelli d’Italia. Secondo Zan, il post pubblicato dal partito della presidente del Consiglio ha generato centinaia di insulti, odio e minacce di morte nei suoi confronti, senza che il partito proceda a rimuovere i commenti o prenda pubblicamente distanza da quanto accaduto.
Zan critica duramente quello che definisce come una contraddizione nel comportamento della leadership di centrodestra. Da un lato, afferma, Giorgia Meloni pronuncia discorsi contro l’odio politico, dall’altro il suo partito promuove una campagna basata su fake news, disinformazione e odio omofobo al fine di raccogliere fondi. La strategia includerebbe la rappresentazione dello stesso Zan come una minaccia per le famiglie, mentre il partito consentirebbe che sotto il post in questione emergano i peggiori atteggiamenti.
Per il responsabile Diritti del Pd non si tratta di un episodio isolato o accidentale, bensì di una strategia politica consapevole e deliberata. Secondo questa lettura, l’operazione consisterebbe nell’inventare un nemico, alimentare paura e pregiudizi tra l’opinione pubblica, trasformare una persona in un bersaglio per ottenere consenso politico e risorse economiche.
Zan conclude definendo questo approccio come odio politico nella sua forma più tossica, inaccettabile sia dal punto di vista etico che democratico. La situazione risulta ancora più grave, sostiene, poiché promossa dal partito della presidente del Consiglio, ponendo interrogativi sulla responsabilità istituzionale di chi ricopre cariche di governo.
