Di Luca Franceschi
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L’opposizione parlamentare unita chiede alla ministra dell’Università Bernini di riaprire il confronto sul progetto di controriforma dei concorsi universitari. Secondo quanto dichiarato congiuntamente da esponenti di Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e Italia Viva, la volontà della maggioranza di governo di procedere con una radicale modifica delle procedure di reclutamento accademico senza confronto reale con le obiezioni sollevate dalle forze di opposizione, da esperti, associazioni e società scientifiche rappresenta un approccio sbagliato e irresponsabile.
Le critiche si concentrano sulla portata rivoluzionaria del provvedimento in un contesto dove il sistema universitario pubblico risulta già indebolito dai drastici tagli alle risorse in termini reali rispetto all’inflazione e al Pil. I firmatari del comunicato evidenziano come l’intervento abolisce completamente l’abilitazione scientifica nazionale, attribuisce un potere senza limiti ai concorsi locali e crea una fase di transizione caratterizzata dal caos e dall’assenza di certezze, con effetti particolarmente dannosi per i giovani ricercatori in situazione precaria.
Gli oppositori non chiedono di introdurre immediatamente il concorso nazionale, proposta di prospettiva su cui convergono le forze di opposizione, ma richiedono almeno di non eliminare completamente qualsiasi forma nazionale di verifica sulla qualità dei lavori scientifici dei candidati. Evitare una totale localizzazione dei concorsi universitari appare fondamentale per preservare la trasparenza e l’efficacia delle procedure di reclutamento.
Nel momento in cui l’esame del provvedimento, caratterizzato da numerosi problemi e controindicazioni, riprende in Commissione alla Camera, viene rivolto un appello conclusivo alla ministra e alle forze di maggioranza affinché riaprire un dialogo autentico dopo che questa opportunità è stata negata presso il Senato. L’affermazione finale sostiene che il sistema universitario italiano meriterebbe attenzione innovativa in termini di investimenti strategici e finanziamenti, piuttosto che una controriforma imposta rapidamente a fine legislatura e destinata, in assenza di qualunque condivisione, a una breve durata.
