Di Luca Franceschi
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Il Partito Democratico attacca duramente le scelte del governo sulla Transizione 5.0. Secondo Antonio Misiani, responsabile Economia del PD, le misure inserite nel decreto fiscale rappresentano un tradimento dei patti sottoscritti con il mondo imprenditoriale italiano. Le aziende che avevano investito in innovazione e efficienza energetica, confidando in regole stabili e certe, si ritrovano ora a ottenere poco più di un terzo delle risorse inizialmente promesse.
Il risultato delle decisioni assunte dal Consiglio dei ministri è definito come l’esito di una gestione caotica e irresponsabile durata mesi. L’esecutivo ha alternato comunicati e retromarce, senza prestare attenzione alle segnalazioni provenienti dal territorio e procedendo a dirottamenti di fondi senza considerazione per gli impegni precedentemente assunti.
Misiani sottolinea che modificare le regole in corso d’opera, scaricando sulle aziende le conseguenze dei propri errori amministrativi, costituisce una gravità senza precedenti. In un contesto dove la produzione manifatturiera registra tre anni consecutivi di contrazione, il fallimento del governo Meloni sul tema della crescita economica risulta ormai accertato.
Il Partito Democratico si impegna a combattere in Parlamento per ottenere l’annullamento dei tagli e la restituzione dei finanziamenti promessi. L’affermazione di principio è chiara: senza fiducia tra lo Stato e gli imprenditori, non può sussistere alcuna politica industriale che risulti credibile e duratura nel tempo.
