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PD – PARTITO DEMOCRATICO: «TRANSIZIONE 5.0: BENE IL RIPRISTINO DEI FONDI, MA QUESTO CAOS ERA EVITABILE. IL GOVERNO SPIEGHI DA DOVE VENGONO DAVVERO I SOLDI»

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13.30 - mercoledì 1 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Il ripristino delle risorse destinate a Transizione 5.0 rappresenta indubbiamente una notizia positiva per il tessuto imprenditoriale italiano. Con 1,3 miliardi originari integrati da ulteriori 200 milioni, per un importo complessivo di 1,5 miliardi, il governo ha deciso di mantenere gli impegni presi con le aziende che avevano già presentato domanda e si trovavano nella spiacevole situazione di vedersi negare il credito d’imposta precedentemente promesso. Adempiere agli impegni assunti non rappresenta un favore, ma un obbligo che il governo ha finalmente rispettato, benché tardivamente e non senza evidenti imbarazzi.

Tuttavia, non è possibile sottovalutare le perplessità relative alle modalità con cui si è giunti a questa decisione. Il governo aveva inizialmente tagliato le risorse mediante il decreto fiscale, per poi procedere a un’inversione di rotta frettolosa e precipitosa dinanzi alle proteste sollevate dalle imprese, dalle associazioni di categoria e dalle forze di opposizione. Un pasticcio che avrebbe potuto e dovuto essere evitato con una programmazione più accurata e una gestione amministrativa più consapevole. Questo caos non nasconde origini in circostanze impreviste, bensì rappresenta l’esito dello sbandamento e della confusione che hanno travolto la maggioranza di governo in seguito alla sconfitta referendaria. Le imprese italiane meritano ben altro trattamento che essere utilizzate come pedine in una dinamica politica interna alla coalizione governativa.

Rimane tuttavia senza risposta una questione cruciale a cui il governo non ha fornito chiarimenti adeguati: da quale fonte provengono effettivamente questi 1,5 miliardi? Le dichiarazioni rilasciate dai due esponenti governativi presenti al tavolo negoziale risultano già divergenti tra loro. Il viceministro Leo sostiene che le risorse “derivano dalle previsioni che avevamo formulato”. Il ministro Foti, diversamente, allude a “una serie di sacrifici”. Due risposte che non solo manifestano incongruenze reciproche, ma omettono di fornire spiegazioni concrete. Previsioni relative a quali settori o capitoli? Sacrifici a discapito di quali categorie o politiche? Questa mancanza di trasparenza risulta inaccettabile e fonte di legittima preoccupazione. Il Parlamento e il mondo imprenditoriale possiedono il diritto di conoscere con esattezza quale voce dello stanziamento di bilancio viene ridotta al fine di finanziare il ripristino di Transizione 5.0, e se tale riduzione comporterà conseguenze negative su altri strumenti di supporto alla politica industriale. È pertanto necessario che il governo compaia in aula parlamentare fornendo dati esatti e coperture verificabili e trasparenti.

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