Di Luca Franceschi
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Intorno alla nave SeaWatch sta accadendo una situazione paradossale e preoccupante. L’organizzazione non governativa ha operato in uno scenario dove le istituzioni hanno completamente abbandonato i loro doveri, intervenendo per salvaguardare 166 persone in pericolo. Successivamente, la stessa ONG ha subito un’azione intimidatoria da parte della guardia costiera libica, seguita da un intervento delle forze dell’ordine italiane le cui reali finalità rimangono oscure.
L’organizzazione meritava riconoscimento e gratitudine per l’operazione umanitaria svolta. Al contrario, come correttamente evidenziato da Giorgia Linardi, si assiste a un processo di criminalizzazione che risulta osceno, alimentato deliberatamente dal clima politico generato da un esecutivo che nel settore dell’immigrazione riesce contemporaneamente a mostrarsi tanto disumano quanto inefficace nel raggiungere gli obiettivi dichiarati.
