Di Luca Franceschi
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La Commissione Europea continua a segnalare il settore sanitario tra le priorità critiche per l’Italia. I dati raccolti dagli osservatori di Bruxelles mettono in evidenza una situazione preoccupante: le liste d’attesa non registrano significativi miglioramenti, la componente di spesa privata sostenuta dai cittadini cresce in misura superiore alla media europea, mentre le disuguaglianze sia territoriali che sociali tendono ad ampliarsi. A complicare ulteriormente il quadro vi è il rallentamento nell’implementazione delle riforme programmate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
L’Italia corre il rischio di non cogliere appieno l’opportunità rappresentata da un finanziamento straordinario proveniente dalle risorse europee, che ammonta a quasi venti miliardi di euro qualora si includa anche il Piano Nazionale Complementare. Questi investimenti dovrebbero costituire una leva decisiva per accelerare la digitalizzazione, innovare sul versante tecnologico e al contempo espandere e consolidare i servizi di prossimità, quali le Case della Comunità, le Centrali Operative territoriali e gli Ospedali di Comunità.
Il governo Meloni ha operato scelte che hanno ridotto la portata complessiva degli investimenti della missione 6 del PNRR. Più grave ancora, non ha intrapreso azioni concrete per affrontare la criticità strutturale legata alla carenza di personale, in particolare dei professionisti sanitari necessari per operativizzare la nuova architettura di servizi territoriali e di prossimità. La spesa sanitaria pro capite italiana si posiziona nella parte inferiore della graduatoria tra i paesi dell’Unione Europea, mentre le retribuzioni dei professionisti del settore, soprattutto infermieri e infermiere, rimangono sensibilmente al di sotto della media europea.
Senza l’adozione di riforme concrete e senza l’assicurazione di adeguati finanziamenti, il Paese rischia di compromettere il patrimonio costituito dal Servizio Sanitario Nazionale, che ancora poco tempo fa rappresentava un modello di eccellenza invidiato a livello mondiale.
