(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Ci sono molti modi per distruggere il servizio pubblico radiotelevisivo.
Uno è trasformarlo nello strumento di propaganda dei partiti di maggioranza. Un altro è cancellare o svuotare le trasmissioni d’inchiesta. Un altro ancora è togliere le risorse, pezzo dopo pezzo.
Se oggi se ne accorge perfino Confindustria Radio Televisioni, vuol dire che il problema è evidente: indebolire la RAI non colpisce solo il servizio pubblico, ma l’intero sistema dell’informazione e dell’audiovisivo.
Tagliare i fondi alla Rai significa rendere più fragile il pluralismo, ridurre la capacità di competere con i giganti digitali, mettere a rischio gli obblighi europei sull’indipendenza dei media previsti dall’European Media Freedom Act. E poi far finta che ‘non sia niente’.”
