(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nel maxi-emendamento del governo arriva l’ennesima stangata sulle pensioni, che colpisce lavoratrici e lavoratori irrigidendo ulteriormente l’assetto del sistema.
Dopo aver cancellato Opzione Donna e Quota 103 e alzato l’età pensionabile con il disegno di legge di bilancio, la destra introduce ora una doppia stretta sulle pensioni anticipate.
Con il maxi emendamento aumentano le finestre di uscita: si dovranno attendere fino a sei mesi in più prima di ricevere l’assegno.
E non basta: viene anche penalizzato il riscatto della laurea, che varrà sempre meno, fino a due anni e mezzo di contributi bruciati per chi maturerà i requisiti nel 2035.
È la smentita più clamorosa delle promesse elettorali della destra. Dovevano smontare la riforma Fornero, l’hanno rafforzata all’ennesima potenza, scaricando i costi dell’aggiustamento dei conti pubblici sulle pensioni.
È una scelta ingiusta e sbagliata: non si fa cassa sui diritti di chi lavora. Ci opporremo con forza a questa ennesima forzatura del governo.
