(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Movimento 5 Stelle esprime ferma e totale contrarietà nei confronti delle nuove, inaccettabili misure in materia previdenziale inserite dal Governo nel pacchetto degli emendamenti alla Manovra.
I pentastellati denunciano quello che definiscono “l’ennesima stretta sull’accesso alla pensione anticipata, un cinico tentativo di fare cassa sulla pelle dei lavoratori – in particolare su quella generazione che ha investito in studio e formazione”.
Lo affermano i capigruppo del M5S nelle commissioni Lavoro di Senato e Camera Mariolina Castellone e Dario Carotenuto, che accusano l’esecutivo di aver “promesso maggiore flessibilità per tutti” per poi sferrare “ora un attacco grave e intollerabile al riscatto della laurea escludendo fino a 30 mesi l’anzianità contributiva riscattata per il corso di studi universitario ai fini del raggiungimento della pensione anticipata”.
“Insomma: un emendamento che punisce i laureati e vanifica il costo sostenuto dai lavoratori per il riscatto”, proseguono i parlamentari del M5S.
Ma le critiche non si fermano qui. “Non pago di ciò – riprendono – il Governo interviene anche sul meccanismo delle cosiddette ‘finestre mobili’, raddoppiando il periodo di attesa tra la maturazione del diritto e l’effettivo incasso della prima rata di pensione”.
L’attesa, già fissata in 3 mesi, verrà progressivamente aumentata fino a un ulteriore e insopportabile periodo di 6 mesi per chi matura i requisiti dal 2035.
Castellone e Carotenuto definiscono tale misura “un odioso espediente contabile, che grava sui bilanci familiari di chi ha terminato la carriera e ha pieno diritto all’assegno”.
La posizione del Movimento 5 Stelle è netta: “Chiediamo al Governo di fare immediatamente un passo indietro. Diversamente, daremo battaglia in tutte le sedi”.
